sabato, 31 ottobre 2009

Messina

Messina la città dove sono nato: realizzato da Missinisi33

CIAO.....A TUTTI

CHI SIAMO: Siamo lavoratori precari con mansione di "Ausiliario Socio Sanitario Specializzato operante nei servizi Socio-Assistenxiali" impegnati nella sanità pubblica e dal 1991 ricopriamo i posti vacanti in pianta organica presso l’A.O.U. Policlinico di Messina e in tutte le altre Aziende Sanitarie messinesi e siciliane

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Gestione dotazione organica e assunzioni del personale - Azienda U.S.L. n. 5 Messina - Graduatorie -per visionare la Graduatoria Ausiliari 2009 clicca

Messina 31 luglio 2009

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N.B.

Noi eravamo contrari alla stabilizzazione perché i criteri che volevano adottare non rispettavano le leggi finanziarie, abbiamo avuto molte critiche per questo, tanti nostri colleghi stabilizzati non riuscivano e non riescono a capire i nostri motivi di questo nostro dissenso.

I 47 colleghi (che non saranno mai stabilizzati in nessuna Azienda Sanitaria) iscritti con la C.G.I.L. di Messina, che erano in servizio al 31 dicembre 2007 presso l’A.O.U. Policlinico di Messina, si sono mai chiesti: quali sono i veri criteri da adottare per la stabilizzazione del personale? [..............] CONTINUA PER LEGGERE CLICCA

Messina il, 28 luglio 2009

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Articolo pubblicato sul quotidiano Liberazione del 24 luglio 2009

pag. 6         scritto dalla giornalista Gemma Contini.

Mercato del lavoro allo sbando nella pubblica amministrazione, con tanti “precari invisibili”

Il doppio binario della sanità siciliana per stabilizzare qualcuno e affondare altri

Gemma Contin

Si può essere precari per vent’anni (dal 1991) e per di più di serie A o di serie B, ovvero i “salvati” e i “sommersi”?

i primi premiati con decreti di stabilizzazione ad hoc, i secondi condannati a stare appesi a vita alla corda a doppio cappio delle raccomandazioni e dei privilegi o, viceversa, dell’arbitrio e delle esclusioni?

La risposta purtroppo è sì!

In questo Paese può avvenire.

Anzi, in una precisa area d’Italia: la Sicilia, regione a statuto speciale con autonomia legislativa piena, è esattamente quello che sta avvenendo per i lavoratori precari

- per alcuni lavoratori precari, quelli senza santi in paradiso

- assunti a tempo determinato nei servizi socio-assistenziali dell’Azienda Ospedaliera Policlinico di Messina.

Azienda sanitaria locale di primissimo piano, essendo quella che gestisce il Policlinico, cioè la struttura ospedaliera annessa all’Università della Città dello Stretto.

Punto quei vent’anni o poco meno intercorsi tra oggi e il 1991, quando cominciarono le prime assunzioni temporanee che solo più tardi, prima con il “pacchetto Treu” e dopo con la “riforma Maroni” del mercato del lavoro, si cominceranno a chiamare “tempo determinato”, “cococo”, “cocopro”.

Erano assunzioni fatte in sostituzione di maternità, malattie e ferie, vale a dire periodi di assenze prolungate e quasi sempre programmabili, a cui subentravano attività di supplenza per riempire i buchi della Pubblica amministrazione di cui la Sanità è parte sostanziale e sostanziosa. E le assunzioni venivano fatte su chiamate nominative o “numerarie”, secondo i bisogni e i ruoli da ricoprire, attraverso l’Ufficio di collocamento gestito dai sindacati, poi scomparso e sostituito dalle Agenzie per il Lavoro.

E’ la storia di Adele, diplomata, assunta per la prima volta nel 1991, che oggi ha un figlio che va all’università, un divorzio alle spalle che  significa nessun’altra risorsa su cui contare, e dopo 58 mesi di attività accumulata a trasi e nesci, cioè un po’ lavorando e un po’ stando a casa -che nell’insieme fanno quasi cinque anni di lavoro effettivo, per quanto discontinuo - quando viene “chiamata” riesce a racimolare 1.100 euro di stipendio mensile.

Stessa storia per Piera, licenza media, due figli maggiori a carico perché disoccupati, assunta anche lei nel ’91, con 58 mesi di “anzianità saltuaria” e salario da millecento euro al mese;

o per Maria, un figlio disoccupato, che dal 1995 è riuscita ad accucchiare  61 mesi di lavoro, in tutto un po’ più di cinque anni.

Stessa situazione per Carmelo, licenza media, senza figli ma con moglie disoccupata a carico, assunto per la prima volta nel 1995, che in tutto ha racimolato 52 mesi, pari a quattro anni e quattro mesi di attività discontinua diluita negli ultimi 14 anni.

Idem per un altro Carmelo, diplomato, due figli minori studenti e una moglie senza lavoro a carico;

ed anche per Angela, diploma di scuola media, un figlio studente universitario e il marito invalido al 100%;

o per Silvana, diplomata, un figlio studente.

Tutti assunti con contratto a tempo determinato a partire dal 1995, inquadrati contrattualmente al terzo livello come ausiliari specializzati nei servizi sociosanitari.

Tutto con quei millecento euro che qualche mese entrano e qualche mese no, con cui fare i conti per sopravvivere.

Un po’ meglio, ma di poco, la situazione di Rosa, assunta nel 1998 ma che è riuscita a lavorare un po’ più continuativamente, accumulando “ben 64 mesi” di anzianità discontinua. Ciononostante, anche lei è rimasta fuori dalle graduatorie di stabilizzazione con cui il commissario straordinario, al quale la Regione aveva affidato le sorti e la “normalizzazione” del nosocomio universitario, avrebbe dovuto procedere a riempire i vuoti in organico tenendo conto dell’esperienza e dell’anzianità complessiva raggiunta. Invece a questo punto sono andate attorcigliandosi in un groviglio inestricabile una serie di norme per la stabilizzazione nei precari della pubblica amministrazione. Norme stabilite a livello nazionale con le leggi Finanziarie che si sono susseguite, che fissavano “i paletti” della  stessa stabilizzazione:

quelli che avevano almeno 36 mesi di anzianità (tre anni) anche discontinui entro il 30 settembre del 2007;

quelli che erano entrati in graduatoria sulla base dei titoli di studio e dell’anzianità maturata; quelli che potevano cumulare il servizio militare e via dicendo.

Poi c’erano state delle “regole” stabilite dalla Regione siciliana – anche per i vincoli finanziari di ripiano  imposti dallo Stato alle regioni con il bilancio sanitario in dissesto come il Lazio e la Sicilia - in particolare nominando l’assessore Massimo Russo, proveniente dalla Magistratura, prescelto dal governatore Raffaele Lombardo come “tecnico” super partes per cercare di mettere ordine e freni nell’allegra gestione della Sanità, pubblica e convenzionata,

orchestrata da tutti gli uomini del suo predecessore Totò Cuffaro.

Regole fissate anche con l’accordo dei sindacati, ad esempio stabilendo che non ci fossero “proroghe” ai contratti a termine che andavano in scadenza, in modo che l’Azienda ospedaliera dovesse attingere alla graduatoria fissata per “farla scorrere”, al fine di consentire a tutti gli aventi diritto l’opportunità di maturare l’anzianità minima di 36 mesi complessivamente totalizzati per accedere alla stabilizzazione.

In assoluta deroga a quei criteri, i vertici sanitari hanno invece proceduto a “confermare” chi volevano, escludendo pregiudizialmente  altri, che stavano in coda, e precostituendo una sorta di “doppio binario”, accorciando il vincolo dei 36 mesi maturati nei soli ultimi cinque anni, cioè solo per chi il lavoro l’aveva concentrato nell’ultimo periodo, e non per chi (i più anziani o comunque quelli entrati prima) aveva suo malgrado subito una più larga diluizione nel corso dell’intero arco di lavoro svolto presso lo stesso Policlinico.

Insomma, figli e figliastri, privilegi ed esclusioni, senza alcun rispetto  per i diritti e il comune senso di giustizia;

orchestrando così l’ennesima guerra tra poveri disgraziati, portati in questo modo a vedere il

nemico nel proprio compagno di lavoro “privilegiato” anziché in una amministrazione pubblica iniqua e in un sistema di potere “per pochi” e non “per tutti”.

Eppure, l’assessore alla Sanità Massimo Russo, essendo stato un magistrato di prima fila, sa bene che «la legge è uguale per tutti».

Ma è stato o sarà in grado, e vorrà applicarla, in questo specifico caso, rispettando quel comandamento?

24 luglio 2009

Articolo di Gemma Contini in formato pdf pubblicato sul quotidano LIBERAZIONE http://www.liberazione.it/ (per leggere clicca)

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“COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B”

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E-mail: precariinvisibili@tiscali.it

LETTERA APERTA

Al Direttore Generale

dell’Azienda U.S.L. n. 5

dott. Salvatore Furnari

inviata via E-mail

Al dott. Salvatore Furnari e a tutti i destinatari della presente,

Premesso:

- che l’Azienda U.S.L. n. 5 di Messina ha indetto una selezione pubblica, con deliberazione n. 3474 del 9 ottobre 2008, per oggetto: indizione avviso pubblico per il conferimento di incarichi temporanei di durata non superiore ad anni uno di n. 260 posti di Ausiliario Specializzato addetto ai Servizi Socio Assistenziali – cat. A (ex 3° liv. retributivo);

[....................] dott. Salvatore Furnari,

le ricordiamo che in base alla Legge Finanziaria del 24 Dicembre 2007, n. 244 art. 3 comma 79, Le pubbliche amministrazioni assumono esclusivamente con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato e non possono avvalersi delle forme contrattuali di lavoro flessibile previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa[....................];

[....................], ma è giusto di bandire contemporaneamente ai bandi di stabilizzazione anche quelli a tempo indeterminato, per coprire tutti i posti vacanti e disponibili nelle pianta organica, per dare pari opportunità ai rimanenti lavoratori che non rientrano nella stabilizzazione.

Nel caso non ci siano candidati idonei in possesso dei requisiti indicati nel bando di stabilizzazione, e previsti dal protocollo d’intesa, sottoscritto in data 11 gennaio 2008, tra l’Assessorato Regionale per la Sanità e le OO. SS. del comparto Sanità, tutti i posti disponibili, è giusto che siano assegnati ad altri candidati utilmente collocati in graduatoria, relativa alla selezione per l'assunzione a tempo indeterminato nel profilo professionale di Ausiliario Specializzato Socio-Sanitario. [....................]

La Ringraziamo per la cortese attenzione e Le porgiamo distinti saluti.

Messina il, 10 luglio 2009 “COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B”

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“COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B”

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Alla redazione della Gazzetta del Sud,

in base all’articolo pubblicato in data 24 giugno 2009 in merito alla lettera intestata a Totò Riina, vogliamo fare alcune precisazioni:

innanzitutto ringraziamo la redazione di avere parlato di noi  precari delle Aziende Sanitarie come già fatto da luglio 2007 ad oggi, siamo anche noi d’accordo che la scelta è di pessimo gusto, in realtà la lettera era ed è un atto di provocazione rivolto contro le istituzioni, sindacati e politici, che sono assenti nelle problematiche dei cittadini e dei lavoratori.

Stiamo cerchiamo di ottenere il nostro diritto al lavoro in modo LEGALE, siamo in questa situazione perché non siamo legati politicamente con nessuno, non abbiamo gradi di parentela con nessun sindacalista, politico, amministratore o mafioso. [....................]

Vi Ringraziamo per la cortese attenzione e Vi  porgiamo distinti saluti.

Messina il, 10 luglio 2009               “COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B”

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“COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B”

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LETTERA APERTA A TOTO’ RIINA

Carissimo Zù Totò,

siamo lavoratori precari “STORICI” con mansione di "Ausiliario Specializzato Socio Sanitario operante nei servizi Socio-Assistenziali”, impegnati nella sanità pubblica presso [...................]

Siamo costretti ad accettare “una ipotetica” possibilità di impiego che ci viene offerta, quella di un lavoro precario, nel quale si annullano i più elementari diritti alla dignità della persona, che produce il vivere in una situazione di costante instabilità in cui ci è negata di fatto la possibilità di costruire il nostro futuro.

Viviamo precariamente da anni nella Pubblica Amministrazione in una condizione di disagio economico, siamo madri e padri di famiglia, per ragioni della nostra età, diventerà ancora più difficile il futuro anche a breve termine. [....................]

Il divieto di discriminazione deve valere per tutti i cittadini indifferentemente, la legge applicata dalle Amministrazione Pubbliche, non può distinguere e trattare alcuni lavoratori in un modo e altri in altro modo, è assurdo, non si possono “usare due pesi e due misure”.

Siamo stati umiliati, sfruttati e traditi nelle nostre aspettative, nelle speranze, nei sogni, nei progetti per un futuro più sereno da offrire ai nostri figli e alle nostre famiglie, [....................]

La lotta al lavoro precario dovrebbe essere l'ovvia priorità di un Sindacato, Cgil, Cisl, Uil, CSA della CISAL, CONFSAL/SNALS-CISAPUNI, FSI, FIALS, RdB-Cub, etc.

Il ruolo dei Sindacati dovrebbe essere quello di dare "voce" ai lavoratori e di ridurre i casi di discriminazione tra lavoratori, ponendo così un freno all'aumento della disuguaglianza a cui stiamo assistendo in questi anni.[....................] ..CONTINUA (PER LEGGERE CLICCA)

La lettera intestata a Totò Riina è inviata con 3000 E-mail ai Sindacati della triplice e autonomi, segretari provinciali,  regionali e generali, ai politici locali, provinciali, regionali e nazionali, alle istituzioni comunali, provinciali,  regionali e nazionali, a tutti i ministri di competenza, al presidente della regione Sicilia e a tutti gli assessori, a tutte le aziende sanitarie, alla stampa, etc. etc., in realtà è un atto di provocazione rivolto contro le istituzioni, sindacati e politici, che sono assenti nelle problematiche di tutti i cittadini.

Sono passati  due anni e ci  siamo rivolti:

-ai Sindacati della triplice e autonomi, segretari provinciali, regionali e generali;

- ai politici locali, provinciali, regionali e nazionali;

- alle istituzioni comunali, provinciali, regionali e nazionali;

- a tutti i ministri di competenza;

- al presidente della regione Sicilia e a tutti gli assessori;

- a tutte le aziende sanitarie;

- alla stampa, che non si  interessa di questo problema, per quale motivo?;

- ci siamo rivolti a tutti, ma ognuno scarica ad altri le proprie responsabilità.

Non siamo riusciti in due anni a trovare qualcuno che veramente si vuole interessare sulla questione dei precari, sono tutti amici durante le votazioni.

In fin dei conti non chiediamo la luna, ma soltanto la modifica delle linee guida per la stabilizzazione del personale precario e  far bandire dei concorsi a tempo indeterminato aperti a tutti.

Sotto l’articolo pubblicato sulla Gazzetta del Sud  del 24-06-2009 sulla LETTERA APERTA A TOTO’ RIINA.

  • Provocazione (di pessimo gusto) dei "precari invisibili" della sanità

  • E-mail ricevuto in data 23/06/2009 ore 22.42

    Carissimi nipoti del benemerito zu' Totò e se anzichè stare con le mani in mano aspettando la manna dal cielo consideraste l'ipotesi di mettervi a lavorare seriamente? E' finito il tempo dell vacche grasse e dell'impiego pubblico come ammortizzatore sociale, prima questo banale concetto si comincerà a capire pure a Messina e prima per questa città vi potrà essere speranza di rinascita..

    Col dovuto rispetto, bacio le mani

    E-mail firmato
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Sotto l’articolo pubblicato sul quotidiano Liberazione del 30 giugno 2009 pag. 4 scritto dalla giornalista Gemma Contini.

"Lettera aperta" dei "precari invisibili e di serie B" della sanità siciliana che si rivolgono a Riina

Provocazione ignobile e funesta: «Carissimo Zù Totò, pensaci tu»

Ci sono notizie di cui non vorremmo mai occuparci. Chiariamo subito che non si tratta né degli orrori di qualche sito pedopornografico, né degli ingaggi di qualche minorenne nel circo pedestre del premier.
Siamo costretti nostro malgrado a occuparci di una "lettera aperta" di un sedicente "Comitato Precari Invisibili e di Serie B": «lavoratori precari "storici" con mansioni di "ausiliari specializzati socio-sanitari operanti nei servizi socio-assistenziali", impegnati nella sanità pubblica presso l'Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Messina e in tutte le altre Asl messinesi».
[..........] continua per leggere clicca

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    I.P.A.B. - OPERE PIE RIUNITE PASTORE E SAN PIETRO - ALCAMO

    Graduatoria relativa alla selezione per titoli per assunzioni, a tempo determinato, di ausiliario

    Si rende noto che il consiglio di amministrazione dell’I.P.A.B. ha approvato la graduatoria definitiva, formulata a seguito della selezione pubblica per titoli, ai fini della formazione di graduatorie triennali, per assunzioni a tempo determinato per ausiliario di assistenza riformulata a seguito dei ricorsi pervenuti. Chiunque ne abbia interesse potrà prenderne visione presso l’ufficio risorse umane o nel sito www.ipabriunitealcamo.it. Il presente avviso pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana (G.U.R.S. - n. 6 - Venerdì 26 giugno 2009- Serie Speciale Concorsi) ha valore di notifica per tutti gli interessati

    Messina il, 26 giugno 2009

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    Terremoto di Messina a 100 anni della catastrofe - Realizzato da Missinisi33

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    I.P.A.B. OASI CRISTO RE ACIREALE

    (G.U.R.S. - n. 5-Venerdì 29 maggio 2009- Serie Speciale Concorsi)

    Graduatoria relativa alla selezione, per titoli e prova di idoneità, per assunzioni di addetti ai servizi ausiliari Si comunica agli interessati che, nel sito internet www.oasicristore.com, è stata pubblicata la graduatoria degli idonei e l’elenco degli esclusi relativa alla selezione di cui alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 10 del 27 giugno 2008, per il profilo di: addetto ai servizi ausiliari, categoria A.

    Il segretario: Rigano

    Messina, il 29 maggio 2009

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    IPAB OASI CRISTO RE - ACIREALE

    G.U.R.S. - SERIE CONCORSI n. 19 del 24 dicembre 2008.

    Graduatorie relative alle selezioni, per titoli e prova d’idoneità, per assunzioni a tempo determinato di personale di categoria B, vari profili professionali Si comunica agli interessati che nel sito internet www.oasicristore.com sono state pubblicate le graduatorie degli idonei e gli elenchi degli esclusi relativi alle selezioni di cui alla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 10 del 27 giugno 2008, profili di: operatore socio-assistenziale, operaio-autista-commesso, aiuto-cuoco, operaio specializzato muratore/manutentore, operaio specializzato termo-idraulica, operaio specializzato impianti elettrici.

    Il segretario: Rigano

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    Ci scusiamo con i visitatori,

    il contatore che segnala i visitatori/pagine visitate totale/le pagine viste di oggi/ nuovi visitatori mensili, non funziona, come succede molto spesso, per un problema di Histat.com, pertanto il contatore non è aggiornato.

    Messina, il 14 dicembre 2008

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    Intitolazione del Dipartimento di Chimica Industriale dell'Università di Messina al Prof. Adolfo Parmaliana

     

    “IL COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B” INFORMA CHE:

    Un giovane studente Giuseppe Maimone, E-mail: giuseppemaimone@hotmail.it, iscritto al corso di Chimica Industriale e promotore, insieme ad un paio di altri suoi colleghi, ha proposto una raccolta firme per chiedere al Magnifico Rettore dell’Università di Messina, Prof. Francesco Tomasello, di Intitolare al Prof. Adolfo Parmaliana, una struttura presso l’Ateneo, nella Facoltà di Scienze MM.FF.NN., preferibilmente nel Dipartimento di Chimica Industriale, una aula, un laboratorio, o ciò che si ritiene opportuno. Si chiede questa intitolazione per il Prof. Adolfo Parmaliana per ricordare il Suo rigore scientifico, umano e professionale; per le Sue attività didattiche; per le Sue ricerche; per le Sue pubblicazioni e per i suoi brevetti. Il professore Parmaliana, scomparso tragicamente il 2 ottobre 2008, nella sua ultima lettera scrisse “ HO TRASCORSO 30 ANNI BELLISSIMI DENTRO L’UNIVERSITA’, INNAMORATO ED ENTUSIASTA DELLA MIA ATTIVITA’ DI DOCENTE UNIVERSITARIO E DI RICERCATORE. I PROGETTI DI RICERCA, LA RICERCA DEL NUOVO ERANO LA MIA VITA”.

    Inoltre se ci date una mano per divulgare il messaggio, un grazie immenso

    Per la raccolta di firme on-line entrate nel sito: www.firmiamo.it/chimicaindustrialeunime

    INTITOLAZIONE DEL DIPARTIMENTO DI CHIMICA INDUSTRIALE DELL’UNIVERSITA’ DI MESSINA AL PROF. ADOLFO PARMALIANA

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    AVVISO COPIE GRADUATORIE GENERALE DI MERITO DEFINITIVE DI TUTTI I PROFILI PROFESSIONALI DELLE SELEZIONI PER LA STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE DELL'A.O.U. POLICLINICO "G. MARTINO" DI MESSINA (PER VEDERE LE GRADUATORIE CLICCA)

    Messina il 5 dicembre 2008

    COPIA GRADUATORIA GENERALE DI MERITO DEFINITIVA

    DEL PROFILO PROFESSIONALE DELLA SELEZIONE PER LA STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE AUSILIARIO SPECIALIZZATO SOCIO SANITARIO PUBBLICATA SUL SITO DELL’A.O.U. POLICLINICO “G. MARTINO” DI MESSINA IL 5 DICEMBRE 2008– E’ RIPORTATA IN ROSSO E IN GRASSETTO LA POSIZIONE IN GRADUATORIA PUBBLICATA NEL MESE DI LUGLIO 2006. (PER VEDERE LA GRADUATORIA CLICCA)

    Messina, il 10 dicembre 2008

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    AVVISO copie delle graduatorie di merito delle selezioni per la stabilizzazione del personale dell'A.O.U. "G. MARTINO" DI MESSINA.

    GRADUATORIA GENERALE DI MERITO DELLE SELEZIONI PER LA STABILIZZAZIONE DEL PROFILO PROFESSIONALE AUSILIARIO SPECIALIZZATO SOCIO SANITARIO (PER VEDERE LA GRADUATORIA CLICCA)

    GRADUATORIA GENERALE DI MERITO DELLE SELEZIONI PER LA STABILIZZAZIONE DEL PROFILO PROFESSIONALE DI INFERMIERE (PER VEDERE LA GRADUATORIA CLICCA)

    GRADUATORIA GENERALE DI MERITO - SELEZIONE PER LA STABILIZZAZIONE - RIMANENTI PROFILI PROFESSIONALI (PER VEDERE LE GRADUATORIE CLICCA)

    Messina, 11 novembre  2008

    GRADUATORIA GENERALE DI MERITO DELLE SELEZIONI PER LA STABILIZZAZIONE DEL PROFILO PROFESSIONALE DI AUSILIARIO SPECIALIZZATO SOCIO SANITARIO - E' RIPORTATA ANCHE LA POSIZIONE IN GRADUATORIA PUBBLICATA NEL MESE DI LUGLIO 2006 (IN ROSSO E IN GRASSETO) DI OGNI CANDIDATO (PER VEDERE LA GRADUATORIA CLICCA)

    Messina, 12 novembre  2008

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    AVVISO

    GRADUATORIA GENERALE DI MERITO PROVVISORIA DELLE SELEZIONI PER LA STABILIZZAZIONE DEL PROFILO PROFESSIONALE DI AUSILIARIO SPECIALIZZATO SOCIO SANITARIO DELL'AZIENDA OSPEDALIERA UMBERTO I° DI SIRACUSA (PER VEDERE LA GRADUATORIA CLICCA)

    Messina, 18 novembre  2008

    mercoledì, 03 dicembre 2008

    E’ morto giovedì 2 ottobre 2008 il Professor Adolfo Parmaliana di anni 50, Docente di Chimica Industriale all’Università di Messina


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    Il Lume http://www.illume.it/default/

    Dossier suicidio

    Giovedì 23 Ottobre 2008 12:35

    L'Espresso anticipa il dossier sul suicidio di Adolfo Parmaliana

    di Riccardo Bocca

    Magistrati. Politici. Affaristi. In un rapporto dei carabinieri gli intrecci tra potere e mafia nel messinese. Come quelli denunciati dal professore che si è tolto la vita un mese fa

    Per leggere il dossier e i documenti dell'inchiesta Tsunami in formato PDF clicca sotto:

    http://www.illume.it/default/index.php?option=com_content...

     
    L'ULTIMA LETTERA SCRITTA IL 1 OTTOBRE DAL PROF. ADOLFO PARMALIANA

    Adolfo Parmaliana                                                                              1 ottobre 2008

    La mia ultima lettera

    La Magistratura barcellonese/messinese vorrebbe mettermi alla gogna vorrebbe umiliarmi, delegittimarmi, mi sta dando la caccia perché ho osato fare il mio dovere di cittadino denunciando il malaffare, la mafia, le connivenze, le coperture e le complicità di rappresentanti dello Stato corrotti e deviati. Non posso consentire a questi soggetti di offendere la mia dignità di uomo, di padre, di marito di servitore dello Stato e docente universitario.

    Non posso consentire a questi soggetti di farsi gioco di me e di sporcare la mia immagine, non posso consentire che il mio nome appaia sul giornale alla stessa stregua di quello di un delinquente. Hanno deciso di schiacciarmi, di annientarmi.

    Non glielo consentirò, rivendico con forza la mia storia, il mio coraggio e la mia indipendenza. Sono un uomo libero che in maniera determinata si sottrae al massacro ed agli agguati che il sistema sopraindicato vorrebbe tendergli.

    Chiedete all'Avv.to Mariella Cicero le ragioni del mio gesto, il dramma che ho vissuto nelle ultime settimane, chiedetelo al senatore Beppe Lumia chiedetelo al Maggiore Cristaldi, chiedetelo all'Avv.to Fabio Repici, chiedetelo a mio fratello Biagio. Loro hanno tutti gli elementi e tutti i documenti necessari per farvi conoscere questa storia: la genesi, le cause, gli accadimenti e le ritorsioni che sto subendo.

    Mi hanno tolto la serenità, la pace, la tranquillità, la forza fisica e mentale. Mi hanno tolto la gioia di vivere. Non riesco a pensare ad altro. Chiedo perdono a tutti per un gesto che non avrei pensato mai di dover compiere.

    Ai miei amati figli Gilda e Basilio, Gilduzza e Basy, luce ed orgoglio della mia vita, raccomando di essere uniti, forti, di non lasciarsi travolgere dai fatti negativi di non sconfortarsi, di studiare, di qualificarsi, di non arrendersi mai, di non essere troppo idealisti, di perdonarmi e di capire il mio stato d'animo: Vi guiderò con il pensiero, con tanto amore, pregherò per voi, gioirò e soffrirò con voi.

    Alla mia amatissima compagna di vita, alla mia Cettina, donna forte, coraggiosa, dolce, bella e comprensiva: ti chiedo di fare uno sforzo in più, di non piangere, di essere ancora più forte e di guidare i ns figli ancora con più amore, di essere più buona e più tenace di quanto non lo sia stato io.

    Ai miei fratelli, Biagio ed Emilio, chiedo di volersi sempre bene, di non dimenticarsi di me: vi ho voluto sempre bene, vi chiedo di assistere con cura e amore i ns genitori che ne hanno tanto bisogno. Alla mia bella mamma ed al mio straordinario papà: vi voglio tanto bene, vi mando un abbraccio forte, vi porto sempre nel mio cuore, siete una forza della natura, mi avete dato tanto di più di quanto meritavo. A tutti i miei parenti, ai miei cognati, ai miei zii, ai miei cugini, ai miei nipoti, a mia suocera: vi chiedo di stare vicini a Gilda, a Basilio ed a Cettina. Vi chiedo di sorreggerli.

    Ai miei amici sarò sempre grato per la loro vicinanza, per il loro affetto, per aver trascorso tante ore felici e spensierate. Alla mia università, ai miei studenti, ai miei collaboratori ed alle mie collaboratrici sarò sempre grato per la cura e la pazienza manifestatemi ogni giorno. Grazie. Quella era la mia vita. Ho trascorso 30 anni bellissimi dentro l'università innamorato ed entusiasta della mia attività di docente universitario e di ricercatore.
    I progetti di ricerca, la ricerca del nuovo, erano la mia vita. Quanti giovani studenti ho condotto alla laurea. Quanti bei ricordi.

    Ora un clan mi ha voluto togliere le cose più belle: la felicità, la gioia di vivere, la mia famiglia, la voglia di fare, la forza per guardare avanti.

    Mi sento un uomo finito, distrutto. Vi prego di ricordarmi con un sorriso, con una preghiera, con un gesto di affetto, con un fiore. Se a qualcuno ho fatto del male chiedo umilmente di volermi perdonare.

    Ho avuto tanto dalla vita. Poi, a 50 anni, ho perso la serenità per scelta di una magistratura che ha deciso di gambizzarmi moralmente. Questo sistema l'ho combattuto in tutte le sedi istituzionali. Ora sono esausto, non ho più energie per farlo e me ne vado in silenzio. Alcuni dovranno avere qualche rimorso, evidentemente il rimorso di aver ingannato un uomo che ha creduto ciecamente, sbagliando, nelle istituzioni.

    Un abbraccio forte, forte da un uomo che fino ad alcuni mesi addietro sorrideva alla vita.


    Lettera originale in formato PDF

     

    Video dell’ultimo congresso dei Democratici di Sinistra di Terme Vigliatore del 28 Marzo 2007 relatore Prof. Adolfo Parmaliana.

     

    INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DEL SEN. GIUSEPPE LUMIA SUL CASO PARMALIANA

    Pubblicato il 8 ottobre 2008  Seduta n. 69

    LUMIA - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro della giustizia

    Premesso che, per quanto consta all’interrogante:

    Nella mattina del 2 ottobre 2008 il professore Adolfo Parmaliana, docente ordinario di Chimica industriale all'Università di Messina, cinquantenne, si è tolto la vita lanciandosi nel vuoto dal viadotto Patti Marina dell'autostrada Messina-Palermo, dopo aver lasciato la propria autovettura sulla corsia d'emergenza;

    il professor Parmaliana era nato e viveva a Terme Vigliatore, paese di circa 7.000 abitanti confinante con Barcellona Pozzo di Gotto (Messina);

    fin da ragazzo il professor Parmaliana aveva dispiegato un appassionato impegno politico, che lo aveva portato negli anni a militare nel Partito comunista italiano e poi, fino a pochi anni fa, ad assumere il ruolo di segretario della locale sezione dei Democratici di sinistra;

    la militanza politica e civile del professor Parmaliana è stata spesa sempre e coerentemente al servizio della difesa della legalità, della tutela del territorio, della ricerca della giustizia e della lotta contro la criminalità politica e le infiltrazioni della mafia in seno alle istituzioni;

    per il suo atteggiamento integerrimo e coraggioso, il professor Parmaliana si è spesso ritrovato isolato a lottare contro poteri forti che condizionano il corretto andamento delle pubbliche amministrazioni e perfino degli organismi di controllo, in primis l'autorità giudiziaria;

    in particolare, da molti anni e fino all'ultimo il professor Parmaliana ha lamentato l'inerzia di cui si è sempre resa responsabile la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto a fronte delle denunce che egli aveva nel tempo formulato circa i reati commessi da pubblici amministratori, professionisti e altri personaggi di rilievo di Terme Vigliatore;

    delle inerzie degli organi giudiziari competenti il professor Parmaliana investì anche il Consiglio superiore della magistratura, cui inviò un esposto in data 3 dicembre 2001, con il quale rappresentò di aver più volte segnalato alla Procura di Barcellona reati di pubblica amministrazione e cointeressenze mafiose relative alla gestione dell'ente Terme e di avere, preso atto dell'immobilismo della Procura di Barcellona, interessato invano la Procura generale di Messina, nelle persone dell'allora dirigente dell'Ufficio e del sostituto dottor Antonio Franco Cassata, per sollecitare l'avocazione, e riferì altresì che l'avvocato Nello Cassata, figlio del dottor Cassata, aveva ricevuto incarichi professionali tra il 1999 ed il 2000 dal Comune di Terme Vigliatore;

    in conseguenza di tale esposto, il professor Parmaliana l'11 marzo 2002 venne audito dalla Prima commissione del Consiglio superiore della magistratura nell'ambito del procedimento per incompatibilità ambientale allora pendente sul dottor Antonio Franco Cassata, poi - a parere dell'interrogante, con decisione errata - purtroppo archiviato, tanto che nella scorsa estate, pur a seguito di altro atto di sindacato ispettivo dell'interrogante (4-00105, Resoconto n. 13 del 4 giugno 2008), è stata deliberata la nomina del dottor Cassata il 29 luglio 2008 quale attuale Procuratore generale presso la Corte di appello di Messina;

    nel corso di quell'audizione al Consiglio superiore della magistratura, il professor Parmaliana ribadì le sue doglianze sulle disfunzioni dell'amministrazione della giustizia nel suo territorio, sulle inerzie della Procura di Barcellona a fronte delle sue documentate denunce, sulle inerzie della Procura generale di Messina a fronte delle sue sollecitazioni all'avocazione delle indagini e, infine, sugli incarichi fiduciari conferiti dall'amministrazione comunale di Terme Vigliatore al figlio del dottor Cassata, avvocato Nello Cassata;

    l'infaticabile attività di denuncia del professor Parmaliana sull'illegalità dominante nelle amministrazioni comunali succedutesi nel tempo a Terme Vigliatore trovò comunque positivo riscontro nel decreto del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, del dicembre 2005, con il quale venne disposto lo scioglimento dell'amministrazione comunale di Terme Vigliatore per il condizionamento mafioso accertato dalla commissione prefettizia all'esito, tra l'altro, proprio delle segnalazioni del professor Parmaliana;

    come risulta da plurime recenti fonti di stampa, in parallelo con l'inchiesta amministrativa sul Comune di Terme Vigliatore, si svilupparono delle indagini curate dai carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, nel corso delle quali furono rilevate, in un'informativa denominata "Tsunami", insieme a innumerevoli irregolarità amministrative e penali nella gestione del Comune, allarmanti condotte poste in essere, fra l'altro, proprio da due dei magistrati dei quali il professor Parmaliana aveva lamentato inerzie e omissioni, il dottor Olindo Canali, sostituto procuratore della Repubblica a Barcellona Pozzo di Gotto, ed il dottor Antonio Franco Cassata, attuale Procuratore generale presso la Corte di appello di Messina;

    anche in epoca successiva, il professor Parmaliana ha formulato numerose puntuali denunce sulle pesanti irregolarità che continuava a registrare nella gestione della cosa pubblica a Terme Vigliatore;

    tuttavia, il professor Parmaliana fino all'ultimo ha continuato a registrare l'immobilismo della Procura di Barcellona;

    per converso, da ultimo il professor Parmaliana vide mutare la sua posizione da quella di indefesso ed integerrimo accusatore in quella di accusato;

    nel settembre 2008, infatti, gli venne notificato un decreto di citazione a giudizio emesso dalla Procura di Barcellona per il delitto di diffamazione aggravata in danno di tale Domenico Munafò, attuale Presidente del Consiglio comunale di Terme Vigliatore e già vicesindaco nell'amministrazione comunale sciolta per mafia nel 2005;

    le imputazioni di quel decreto sono tali e destano tale sgomento che ne è doveroso fare in questa sede una valutazione sostanziale al di fuori del competente ambito giudiziario e senza, quindi, intralciare l'autonomia e l'indipendenza degli organi competenti;

    in particolare, con quell'atto la Procura di Barcellona ha addebitato al professor Parmaliana di aver compiuto il delitto di diffamazione con tre successive condotte e precisamente: per aver esultato al decreto del Presidente della Repubblica Ciampi con il quale venne sciolta per mafia l'amministrazione comunale, facendo affiggere nella sua veste di segretario della locale sezione dei Democratici di sinistra un manifesto riportante il seguente testo:

    "Il Consiglio Comunale è stato sciolto per ingerenza della criminalità organizzata! Giustizia è stata fatta: la legalità ha vinto! Tanti dovrebbero scappare ... se avessero dignità";

    per aver esultato al provvedimento emesso dal Tribunale amministrativo regionale di Catania con il quale era stato rigettato il ricorso presentato da alcuni esponenti dell'amministrazione infiltrata dalla mafia per l'annullamento del decreto di scioglimento del Presidente della Repubblica Ciampi, facendo affiggere nella sua veste di segretario della locale sezione dei Democratici di sinistra un manifesto riportante il seguente testo:

    "Rassegnatevi non siete legittimati a rappresentare le istituzioni. Il Tar ha respinto il ricorso proposto da alcuni ex Consiglieri Comunali 'sciolti' e da ex amministratori rimossi dal Presidente della Repubblica. Il Tar ha attestato la necessità e la giustezza del decreto presidenziale. Il ns. Comune è stato oggetto di infiltrazioni della criminalità organizzata. La protervia, l'arroganza, il disprezzo delle leggi e le amicizie politiche non hanno fatto breccia. La legalità continua a vincere";

    infine, per un articolo del professor Parmaliana pubblicato sul sito Internet www.imgpress.it, nel quale, tra l'altro, era contenuto il seguente brano: "Sembra che stanti le palesi illegittimità tecniche e procedurali sia stato avviato il procedimento per l'annullamento in autotutela di alcuni piani di lottizzazione che vedono interessati ex amministratori rimossi e consiglieri sciolti sia come progettisti che come titolari dell'iniziativa edilizia. Pertanto qualche ex amministratore rimosso, coinvolto in tali lottizzazioni, ha partecipato all'Autorità Giudiziaria la vicenda biasimando anche la Commissione Straordinaria per non aver rimosso il Funzionario preposto. Sono evidenti l'imperizia e il disagio del tale; perché non ha promosso la rimozione del funzionario quando era in carica? Aveva evidenze di danno per la comunità e non è intervenuto? Perché sollecita la rimozione solo ora?";

    l'interrogante non può fare a meno di rilevare, peraltro, che per tale articolo l'imputazione è stata mossa solo al professor Parmaliana e non anche al giornalista responsabile della testata e gestore del sito, che materialmente aveva curato la pubblicazione dello scritto del professor Parmaliana, concorrendo nella divulgazione di esso e concorrendo quindi in ipotesi nell'eventuale reato;

    il professor Parmaliana ha vissuto quel decreto di citazione a giudizio non solo come un'infamia ma anche come l'inizio della rappresaglia giudiziaria avviata contro di lui proprio dall'ufficio, la Procura di Barcellona, che era stato oggetto della maggior parte delle sue denunce;

    come riportato dalla stampa, il professor Parmaliana, prima di togliersi la vita, ha lasciato in casa uno scritto nel quale ha spiegato le ragioni del suo drammatico gesto, fra le quali ci sarebbe, principalmente, proprio il decreto di citazione a giudizio dal quale era stato raggiunto;

    come detto, il professor Parmaliana ha posto in essere il suicidio in territorio di Patti Marina e quindi nel circondario di competenza della Procura di Patti, circostanza che fa credere all'interrogante che egli per il suo gesto si sia scientemente allontanato dal comune di residenza, ricadente nel circondario della Procura di Barcellona, per scongiurare la competenza territoriale di tale ufficio giudiziario;

    essendo stato, però, l'ultimo manoscritto del professor Parmaliana sequestrato nella sua casa di Terme Vigliatore, esso è stato immediatamente trasmesso per la convalida del sequestro alla Procura di Barcellona;

    così come risulta personalmente all'interrogante, in quell'ufficio il manoscritto del professor Parmaliana è giunto quindi a conoscenza del suddetto dottor Olindo Canali, magistrato di turno alla Procura di Barcellona il giorno 2 ottobre 2008;

    è con sconcerto, allora, che l'interrogante ha registrato nel pomeriggio del 3 ottobre scorso la comparsa sul sito giornalistico www.imgpress.it (lo stesso sul quale non raramente erano apparsi interventi del professor Parmaliana, ivi compreso quello per il quale era stato imputato) di una nota a firma del dottor Olindo Canali, con la quale lo stesso ha rappresentato ai lettori la propria versione sui suoi rapporti con il professor Parmaliana, affermando, tra l'altro, "ho fatto il possibile come magistrato per andare fino in fondo e cercare di capire le sue denunce" e "mi stimava";

    il giorno 5 ottobre il "Giornale di Sicilia" ha pubblicato un articolo sulla morte del professor Parmaliana dal titolo «Barcellona, la Procura sul caso Parmaliana - "Noi non facciamo inchieste sulla mafia"», nel quale sono state riportate le parole dell'attuale Procuratore capo di Barcellona (insediatosi da poco più di un mese e del tutto estraneo alle inerzie giudiziarie lamentate dal professor Parmaliana), che, al riguardo del decreto di citazione a giudizio che aveva colpito il professore, si è detto convinto - spiacevolmente, a parere dell'interrogante - che "il magistrato incaricato di valutare gli elementi a carico del professore, denunciato per diffamazione, abbia operato in massima serenità, prima di chiedere il rinvio a giudizio";

    l'immensa e commossa partecipazione popolare al funerale del professor Parmaliana, celebrato il 4 ottobre 2008, costringe l'interrogante a ritenere che i cittadini onesti hanno compreso e, seppure in modo postumo, condiviso le battaglie, le denunce e le valutazioni del professor Parmaliana sul malaffare nella politica locale, sulla complice inerzia praticata dai locali uffici giudiziari e sulla rappresaglia giudiziaria da lui subita,si chiede di sapere:

    se il Ministro in indirizzo, per quanto di propria specifica competenza, non ritenga che debba essere disciplinarmente valutato il comportamento del dottor Canali, il quale, dopo aver avuto contezza in ragione del suo ruolo di magistrato di turno alla Procura di Barcellona del manoscritto lasciato dal professor Parmaliana (che da quasi un decennio lamentava le gravissime inerzie della Procura di Barcellona e, tra gli altri, personalmente del dottor Canali), ha provveduto a far pubblicare sul sito internet www.imgpress.it, ovvero lo stesso sul quale comparve lo scritto per il quale il professor Parmaliana era stato rinviato a giudizio, una sua nota nella quale quel magistrato ricostruisce a modo proprio il tenore dei suoi rapporti con il professor Parmaliana, come nell'intento di precostituire una personale difesa;

    se non ritenga necessaria, improcrastinabile e doverosa l'adozione di attività ispettiva di propria competenza presso la Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, al fine di poter assumere le eventuali necessarie determinazioni in materia disciplinare su tutti i fatti descritti in premessa.

     

    Sen. Giuseppe Lumia

     

    06/10/2008: AFFARI, BOSS, POLITICI: la ragnatela dietro il suicidio del PROF. ANTIMAFIA

    06/10/2008: I DS lo avevano abbandonato  http://www.illume.it/index/

     

    Il commento di Sonia Alfano e dell'Associazione familiari vittime di mafia. "Era stato abbandonato perché scomodo"

     

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     Il suicidio di Adolfo Parmaliana ha scioccato quanti, con lui, si erano battuti per ristabilire la legalità in un territorio così difficile come quello di Terme Vigliatore. E che ora, accanto al cordoglio ai familiari del professore, lanciano un duro j’accuse contro chi lo abbandonato.
    “Siamo sconvolti e sanguinanti per la morte del professore Adolfo Parmaliana – ha scritto Sonia Alfano a nome dell’Associazione familiari vittime della mafia - Adolfo era stato il maggior artefice dello scioglimento del comune di Terme Vigliatore per infiltrazioni mafiose ed era una delle pochissime persone che combatteva seriamente e con rigore la mafia messinese.
    La candidata alla presidenza regionale, figlia del giornalista barcellonese Beppe, ucciso dalla mafia nel 1993, non risparmia strali. Di seguito, il teso della sua lettera.
    “Siamo shokkati dal suo suicidio ma allo stesso tempo arrabbiati poiché la morte di Adolfo è da addebitare a tutti noi ed alle multinazionali dell'antimafia che lo hanno lasciato solo creando intorno alla sua persona un vergognoso isolamento. Ciascuno di noi ed ogni componente dell'antimafia istituzionale deve avere l'amara ed insopportabile consapevolezza che la sua morte è stata causata da tutti noi. Da chi lo ha criminosamente isolato parchè troppo "scomodo" a chi non gli è stato vicino quel tanto che bastava per evitare un simile gesto. Le nostre non vogliono e non devono essere parole di circostanza buttate al vento. Vogliamo che ogni esponente dell'antimafia, sociale od istituzionale che sia, faccia un esame di coscienza e prenda consapevolezza di avere una parte di responsabilità in questa morte assurda ed ingiusta, così come la magistratura barcellonese tanto solerte nel rinviarlo a giudizio per diffamazione; una solerzia che forse non ha mai avuto nei confronti dei veri mafiosi contro i quali tanta parte della sua vita Adolfo aveva impiegato non riuscendo forse a sopportare la vergogna per quell'accusa di diffamazione. Un accusa mossagli con delle motivazioni ridicole: Per aver affisso un manifesto nel quale affermava che gli amministratori di Terme Vigliatore, comune sciolto per mafia grazie ad Adolfo, avrebbero dovuto vergognarsi e per aver denunciato una lottizzazione abusiva su un terreno di un componente di quella stessa amministrazione sciolta per mafia. Quanto detto e fatto da Adolfo noi lo facciamo nostro e lo sottoscriviamo. Continueremo a portare avanti quelle stesse denunce che hanno portato gli amministratori a muovergli quell'accusa infondata poiché i fatti denunciati da Adolfo sono assolutamente veri. Alla famiglia non possiamo che promettere, almeno da parte nostra, tutta la vicinanza ed il calore di cui siamo capaci. Adolfo era un nostro amico ed il rimorso per non essergli stati abbastanza vicini in dei momenti difficili per lui è un sentimento insopportabile che colpisce noi così come i componenti di quell'antimafia di convenienza che ha fatto di tutto per lasciarlo solo. Organizzeremo una fiaccolata per Adolfo non solo allo scopo di ricordarlo ma sopratutto per chiedergli scusa per le nostre e le altrui mancanze e per promettergli che riusciremo a farci carico di proseguire la sua lotta”. 

    Perché lascio i Democratici di Sinistra, di A. Parmaliana

    Terme Vigliatore, 8 Giugno 2007

    On.le Piero Fassino
    Segretario Nazionale dei
    Democratici di Sinistra
    ROMA

    Oggetto: ….ecco perché lascio i Democratici di Sinistra


    Caro Fassino,

    ho deciso di lasciare i Democratici di Sinistra e da questo momento mi sento libero da ogni vincolo associativo con il Partito nel quale ho militato dal 1999 ad oggi ricoprendo gli incarichi di Segretario dell’Unità di Base “M. D’Antona” di Terme Vigliatore (ME) per oltre 7 anni, Componente della Direzione della Federazione DS di Messina e più recentemente Membro del Comitato di Reggenza della stessa Federazione.

    Mi sono iscritto al PCI nel 1981 e da allora fino ad oggi ho tentato di contribuire all’affermazione dei valori di libertà, democrazia, giustizia sociale e progresso.
    Ancora oggi non riesco a spiegarmi le ragioni che stanno determinando la costituzione del Partito Democratico: è una scelta, una strategia che a me appare illogica, immotivata, anacronistica e conservatrice. Sembra una scelta subita, una metamorfosi alla quale i DS devono sottoporsi per volere di altri, per cancellare la loro matrice culturale e la loro genesi ideologica.

    Che illogicità! Perché abbiamo dovuto svendere in forma subalterna un patrimonio di idee/conquiste/valori accumulato in 50 anni?

    Il Partito Democratico probabilmente nasce per ragioni di governabilità, per costituire un forte blocco in grado di governare con maggiore stabilità il Paese. Questo è un principio utilitaristico che i miei riferimenti politico-ideali ed il mio glossario politico non conoscono. Purtroppo, ahimè, anche i DS negli ultimi anni hanno perseguito sempre più una strategia che ha privilegiato la governabilità ed il compromesso politico, rispetto alle scelte di campo.

    Il Ns. Partito ha disatteso negli ultimi anni molti impegni - assunti solennemente - nel campo della lotta alla mafia, per l’affermazione della legalità, quale valore primario per la democrazia e la libertà di un Paese, e della questione morale, quale fattore primario per alimentare la fiducia dei cittadini nella classe politica. Questi temi oggi non sono più tra le priorità della politica dei DS.

    Si registra una preoccupante crescita di coinvolgimenti di esponenti DS in vicende illecite ed in fatti di “mala politica”: non possiamo più rivendicare la Nostra diversità rispetto agli altri Partiti e la Nostra superiorità in termini di concezione etica della politica.

    Negli ultimi 15 anni siamo stati al Governo per oltre 8 anni. É vero che la frammentazione e la litigiosità del quadro politico e le maggioranze risicate non hanno favorito la Ns. azione di Governo, comunque dobbiamo riconoscere di non essere stati in grado fino in fondo di dare una spinta forte, propulsiva e caratterizzante ai Governi di cui abbiamo fatto parte.

    Su questo fronte credo che sia mancata e manchi una necessaria riflessione ed analisi critica.
    Apprezzo molto la Tua abnegazione ed il Tuo impegno a difesa del ruolo e delle prerogative del Partito inteso come una forza politica che mai si deve identificare con il Governo di coalizione di cui fa parte. Ma debbo constatare la poca attenzione, a volte la sottovalutazione e/o il disinteresse, che Tu, e più in generale la Direzione del Partito, ha manifestato quando dalla base si segnalavano fatti e vicende che sono indice di malessere profondo e grave crisi del Partito e quindi della Sua immagine e della Sua politica.

    Mi sono rivolto a Te nel lontano Aprile 2003 (all.1) per chiedere un impegno maggiore da parte Tua, e quindi della Direzione Nazionale, per rigenerare la vita democratica ed organizzativa del Partito nella Federazione di Messina storicamente dominata da un gruppo che ha fatto della gerontocrazia, del familismo e dell'appartenenza al gruppo le sue uniche direttrici di azione.

    Questo gruppo, buono per tutte le stagioni, che non si fa scrupoli di ricollocarsi all’interno delle logiche congressuali del Partito, anche in funzione delle intese e/o accordi con altre forze politiche, opera nella logica di governare l’esistente, di gestire la quota parte di potere assegnato, di non scomodare i potenti e di non osare alcunché per tentare di cambiare il quadro politico di riferimento. Dopo alcune settimane ho risollecitato un Tuo intervento (Maggio ’03, all.2).

    A Novembre 2004 (all.3) Ti ho ulteriormente rappresentato la necessità di prendere coscienza della condizione di degrado della situazione politica e della vita democratica del Partito nella Federazione di Messina.

    A Febbraio 2006 (all.4) Ti ho messo al corrente di un grave episodio di minacce e violenze che ho subito durante una riunione della Direzione Provinciale da parte di alcuni soggetti, eufemisticamente chiamati Dirigenti Politici del Partito, che la stampa aveva sbeffeggiato perché nel mentre i DS erano impegnati a far sciogliere il Consiglio Comunale di Terme Vigliatore per ingerenza della criminalità organizzata, obiettivo centrato a Dicembre 2005, essi erano coinvolti in vicende “non sempre lecite”, come risulta dai fatti emersi successivamente, con l’Amministrazione Comunale “inquinata”.

    A fronte di tali segnalazioni, io non ho mai ricevuto da Te una riga di riscontro, assenso o non condivisione. Il silenzio più assoluto. Che dire? Un Partito che non ascolta la base è un Partito destinato ad una involuzione democratica. Quando non si interviene per ristabilire le regole e per ripristinare la credibilità di un Partito, quel Partito è destinato a svolgere un ruolo subalterno.

    Il deficit di credibilità ed immagine dei DS a Messina raggiunge il diapason a Dicembre 2006 quando il Corriere della Sera mette alla berlina il Ns. Partito che è risultato essere coinvolto, anche ai massimi livelli, in un affaire di consulenze/nomine/assunzioni senza concorso nell’ATO Rifiuti ME3. Assunzioni che hanno riguardato tralaltro Dirigenti del Partito e/o loro familiari, non sempre indenni da gravami giudiziari ancora pendenti, amministratori di Società Consortili, consulenti orali, segretari politici di mattina e consulenti di pomeriggio, insomma una macedonia siciliana caratterizzata da elementi diessini doc. Ne hanno parlato i giornali per settimane.

    Anche Tu ne sei al corrente. Io, per il tramite di un Compagno, Ti ho recapitato un plico con documenti e rassegna stampa relativi a tali fatti. Negli anni precedenti altre vicende poco edificanti avevano riguardato alcuni esponenti dei DS.

    Nella Federazione DS di Messina ci sono da risolvere problemi di questione morale e conflitti d’interesse grandi quanto il Colosseo. Ciò è noto al Partito ma tutto tace! Sono stati utilizzati cariche e ruoli per realizzare altre finalità che nulla hanno a che vedere con le ragioni della politica e del buongoverno.

    Come sai contribuiamo all’Amministrazione della Città di Messina con ben 3 Assessori, mentre abbiamo eletto solo 2 Consiglieri Comunali: uno ci ha lasciato dopo qualche mese per questioni di nomine e di potere, l’altro, “unico superstite”, dopo aver ricevuto tante angherie e vessazioni dalla lobby dominante, qualche settimana addietro Ti ha scritto una lettera per denunciare i fatti sopra richiamati ed è sul punto di lasciare il Partito. È l’occasione buona affinché Gian Antonio Stella possa scrivere sul Corriere un altro articolo dal titolo “I DS a Messina: una squadra di generali senza truppe”.

    Qualche mese addietro, in occasione del Congresso Regionale del Partito, ho proposto alla platea congressuale l’odg “Legalità, Questione Morale, Codice Etico e Rappresentanza Democratica" (all.5) che è stato approvato all’unanimità. Nei giorni successivi l’ho inviato ai Dirigenti Regionali del Partito affinché si attivassero per la Sua applicazione.

    Come puoi immaginare non è accaduto nulla. Quel documento è rimasto un foglio di carta a futura memoria che mai dovrà produrre alcun effetto.
    Io ero certo che tale Codice Etico non sarebbe stato mai attuato in Sicilia, né dai DS, né dalla Margherita e/o dall’Unione. Ne avevo consapevolezza, ma ho inteso regalare ai DS ed al Partito Democratico, a futura memoria, il tratto distintivo del mio impegno politico e della mia idealità.

    La Sicilia è una terra in cui la mafia, l’illegalità e gli affari sono fattori integranti del sistema politico: i DS in Sicilia non vogliono compiere scelte di discontinuità, non vogliono rischiare di essere estromessi dal quadro politico consolidatosi negli anni .

    Vivo questo momento e questo passaggio con molta amarezza e con indubbie difficoltà. Non si lascia con leggiadria, a cuor leggero e/o con atti formali un Partito nel quale ci si è identificati ideologicamente, un Partito al quale sono stati dedicati oltre 25 anni di battaglie, risorse e impegno civile per raggiungere obiettivi e conquiste per l’emancipazione e la modernizzazione di un Paese, di una Regione, di realtà locali ancora oggi dominate da lobbies politico-affariste che a volte sono supportate dalla criminalità organizzata e dalla mafia dei colletti bianchi che si annida in importanti istituzioni ed apparati dello Stato.

    Per questo Partito, per la Sua affermazione, ho trascurato a volte la famiglia, gli affetti e le amicizie. Ma questo impegno ormai è alle spalle: il mio Partito, e ciò che esso diverrà, non è molto interessato a questi temi, è tempo di lasciare ogni illusione.

    Oggi mi sento deprivato della mia casa ideale e del mio luogo politico di riferimento. É come se i Compagni che hanno deciso di aderire al Partito Democratico avessero demolito la casa nella quale abbiamo vissuto ed agito insieme. É una grande sofferenza.

    Io continuerò il mio impegno civile e politico per contribuire al progresso della Società nella quale vivo ed opero. Non so ancora se aderirò a qualche Partito, comunque continuerò a battermi – spero con nuove energie, passioni e stimoli - per affermare i valori e le idealità della sinistra. Tra il governare, costi quel che costi, e la supremazia dei valori ideali preferirò sempre la seconda opzione.

    Chi ha partecipato ai comizi ed ai funerali di Enrico Berlinguer, chi ha vissuto il travaglio positivo dell’evoluzione PCI/PDS/DS, mantenendo ferma la sua posizione non lascia a cuor leggero, né sbatte la porta o rinnega la Sua storia e le Sue idee.
    La mia attività politica nel PCI, e dopo nel PDS e nei DS, mi ha aiutato molto nella vita e nel lavoro, questo impegno mi è servito a maturare esperienze ed a confrontarmi con donne e uomini ricchi di valori e di idee.
    Attraverso la Tua persona esprimo la mia gratitudine verso tutti i Compagni con i quali ho vissuto questa parte importante e ricca della mia vita.

    A Te ed al Partito Democratico auguro tante affermazioni e tanti successi e Ti assicuro che non vivrò questo distacco né con acredine, né con superiorità ideologica, bensì con la serenità dettata dal principio “opus est”.

    Io continuerò a remare per la sinistra!

    Un abbraccio affettuoso

    Adolfo Parmaliana

    Allegati
    1) e-mail 29 aprile 2003 “Ti prego di aiutare il Ns. Partito”
    2) e-mail 13 maggio 2003 “Ti prego di aiutare il Ns. Partito”
    3) lettera 28 novembre 2004 “Vogliamo garantiti i nostri diritti di iscritti ai DS”
    4) lettera 7 febbraio 2006 “Minacce, violenze verbali ed offese nel corso della riunione della Direzione Provinciale”
    5) 15 aprile 2007 odg “Legalità, Questione Morale, Codice Etico e Rappresentanza Democratica”

    venerdì, 22 agosto 2008

    DIALOGO

    ENTRA NEL FORUM PER INTERAGIRE NEL WEB CON IL COMITATO PRECARI INVISIBILI DI MESSINAPER ENTRARE NEL FORUM - CLICCA SOPRA - NELLA SCRITTA SCORREVOLE.
    Questo Forum nasce per gli Operatori Sanitari e Assistenziali in modo di poter interagire tra di loro, proporre e quotare iniziative comuni, ed è accessibile a tutti i visitatori del blog.

    Assessorato Sanità - Regione Sicilia

    DECRETO 29 luglio 2008. (G.U.R.S. n. 35 dell’8 agosto 2008) D.A n.1821 del 29 luglio 2008 Sospensione temporanea di ogni procedimento amministrativo attinente il conferimento di incarichi dirigenziali presso le aziende sanitarie siciliane.

    DECRETO ASSESSORIALE N. 01633 DELL’8 LUGLIO 2008 - PER LA STABILIZZAZIONE DEL PERSONALE DELL’A.O.U. POLICLINICO“G. MARTNO” DI MESSINA doc (copia trascritta da noi dall'originale)

     D.A. 01634 sospensione procedure di assunzione per la copertura parziale del turn over di cui al D.A. n. 2831 del 13 dicembre 2007 inerenti la misura D 1.2 del Piano di Rientro.doc

    DECRETO ASSESSORIALE 8 luglio 2008 N. 01634 sospensione procedure di assunzione per la copertura parziale del turn over di cui al D.A. n. 2831 del 13 dicembre 2007 inerenti la misura D 1.2 del Piano di Rientro. (Pubblicato sulla G.U.R.S. parte I n. 33 del 25 luglio 2008)

    DIAMO NOTIZIE E INFORMAZIONE

    http://www.fainotizia.it/user/precari-invisibili-messina

    Per Francesco da Messina, 
    Abbiamo inserito tre fax simile di disdetta Sindacale per visionarle CLICCA SOTTO. Inoltre vogliamo informare i lavoratori della possibilità di disdire, se lo vogliono, la propria adesione al sindacato.

    DISDETTA DELEGA ORG. SINDACALE SIL ED ALTRI.doc

     

    Documento Sanità 2002

    Devoluzione di Poteri alla Regione o devastazione e saccheggio del S.S.N..doc (PER APRIRE CLICCA)

     ................... Il futuro degli operatori della sanità
    In questo scenario gli operatori della sanità continuano a lavorare in condizioni di perenne emergenza, con organici cronicamente carenti, carichi di lavoro insopportabili e salari sempre più lontani anche dal solo recupero dell’inflazione; le corsie degli ospedali assomigliano sempre di più ad unità produttive di una qualunque fabbrica di merci, con le attività di cura e assistenza ridotte alla pura manutenzione/riparazione dei corpi, mentre le economie di gestione decidono della qualità del servizio.
    Eppure i  servizi sanitari sono centrati sul rapporto utente-operatore. Da questo rapporto dipende la quantità e la qualità dell’assistenza. La presenza di personale in numero adeguato, professionalmente competente e motivato è il fattore determinante per l’efficacia delle attività prodotte.. ............

     

    Dossier Sanità: la verità sul deficit

    (7 giugno 2006)

    In questi giorni i giornali hanno scatenato una vera e propria campagna stampa sulla cosiddetta emergenza sanità. 4,4 mld di euro che ci sarebbero stati lasciati interamente in eredità dal centrodestra e che oggi imporrebbero misure draconiane a base di tagli ai posti letto e all’occupazione in nome del “rigore” e di Maastricht. Il Lavoro-Repubblica è arrivato a pubblicare una tabella dal titolo “così nasce il crac” in cui si evidenziano per ciascun ospedale e Asl della Liguria i punti di eccellenza e di criticità nel rapporto “costi/produzione” della sanità ligure. Il titolo dell’articolo esprime la logica conseguenza: “Il duro verdetto dei conti. Troppi ospedali, troppi reparti”. Ma se scaviamo sotto la propaganda troviamo una realtà ben diversa da quella che ci viene suggerita. Innanzitutto è falso che il deficit sanitario sia ascrivibile esclusivamente alle politiche del centrodestra. La regione che ha in assoluto il disavanzo più alto - più di un miliardo di euro - è infatti la Campania, che è governata da anni da una giunta targata Bassolino. E’ vero poi che il governo Berlusconi ha contribuito a tagliare i finanziamenti statali alla Sanità, ma è altrettanto vero che ciò si inscrive in una strategia, ormai di lunga data, di riduzione dei trasferimenti dello Stato alle Regioni e agli Enti Locali, a cui il centrosinistra ha dato un forte contributo nelle passate legislature (si pensi alla modifica del titolo V della Costituzione, che di fatto introduce il principio del federalismo fiscale e della sussidiarietà). La riduzione del finanziamento alla Sanità pubblica è una tendenza che caratterizza la politica economica dei principali paesi europei, perseguita con continuità da entrambe gli schieramenti dell’alternanza bipolare. I fatti di oggi ne sono la migliore conferma. Nelle sei regioni “spendaccione” l’alternativa che si presenta è tra una politica concertata di ulteriori tagli ai posti letto e all’occupazione e l’applicazione da parte del governo in carica di un articolo della Finanziaria di Tremonti che prevede che le aliquote regionali Ire (ex Irpef) e Irap scattino al massimo livello (rispettivamente 1,4% e 1%). Col risultato che in Liguria - dove l’ultima finanziaria aveva assunto una fisionomia molto blandamente progressiva attraverso la distribuzione degli aumenti su classi di reddito - anche tale blanda progressività verrebbe annullata. Infatti chi ha redditi più alti si vede già applicata l’aliquota dell’1,4% e non avrà ulteriore aggravio. Chi invece è stato graziato totalmente (coloro che hanno un imponibile al di sotto dei 13000 euro) o parzialmente dall’aumento dello 0,5% di competenza della Regione (lo 0,9% era già stabilito dal Governo) pagherà il fio. Insomma abbiamo votato Unione per vedere il governo intervenire cancellando le finanziarie “troppo di sinistra” delle giunte regionali!

    La spesa sanitaria è fuori controllo?


    Innanzitutto diciamo che è assolutamente fisiologico che la spesa sanitaria di un paese come il nostro cresca. A tale crescita contribuisce non solo la rivalutazione dei contratti di lavoro del personale ma anche l’evoluzione del quadro sanitario ed epidemiologico. Il fatto che oggi siano state scoperte terapie per malattie che fino a qualche anno fa erano considerate incurabili e che da malattie mortali si sono trasformate in croniche - per fare solo un esempio - determina automaticamente una lievitazione della spesa. Un effetto analogo ha l’allungamento della vita, che peraltro incide meno di quanto non si dia a intendere (perché è vero che gli anziani hanno bisogno di cure maggiori ma è anche vero che, all’aumentare dell’età, la soglia oltre la quale è richiesto un intervento sanitario legato alla vecchiaia si sposta costantemente in là negli anni). E’ forse un male?

    Detto questo e visto che la politica dei tagli è giustificata prevalentemente in nome di Maastricht vale la pena di vedere quale sia il rapporto tra la spesa sanitaria italiana e quella degli altri paesi, in particolare nell'Ue. I dati dell’Oecd (Organizzazione per lo Sviluppo Economico e la Cooperazione) sull’andamento della spesa sanitaria nel mondo nel decennio 1993/2003 (http://dx.doi.org/10.1787/530538806724) ci danno un quadro assolutamente diverso da quello della vulgata politico-giornalistica.

    La quota di Pil assorbita dalla spesa sanitaria nel nostro paese dal ’93 al 2003 è passata dall’8% all’8,4% (a fronte di un aumento del Pil dell’1,6% dal ’94 al 2004). Nello stesso periodo in Francia si passa dal 9,4% al 10,1% (Pil +2,3%), in Germania dal 9,9% all’11,1% (Pil +1,5%). Quindi non solo in Italia la spesa sanitaria è più bassa ma aumenta in misura minore agli altri paesi a parità di variazione del Pil. In Europa, oltre ai tre paesi citati, Belgio (9,6%), Danimarca (9%), Grecia (9,9%), Islanda (10,5%), Olanda (9,8%), Norvegia (10,3%), Portogallo (9,6%), Svezia (9,2%9) e Svizzera (11,5%) impegnano nella sanità una quota maggiore del Pil. Anche confrontando la sola quota pubblica della spesa sanitaria (6,33%) risultiamo essere dietro a Germania (8,65), Francia (7,73), Danimarca (7,46), Portogallo (6,69) e Regno Unito (6,44).

    Il tasso di crescita della spesa sanitaria nel quinquennio 1998-2003 in Italia è del 3,1% a fronte del 3,5% della Francia e del 5,7% della Gran Bretagna (solo l’1,8% invece in Germania).

    Il numero dei posti letto per acuti (per 1000 abitanti) in Italia scende in 10 anni da 5,8 a 3,9 (-1,9). In Francia da 4,9 a3,9 a 3,7 (-0,2). Una diminuzione inferiore sia in termini assoluti che percentuali e che ci colloca in posizione intermedia nella graduatoria europea del numero di posti letto per abitante.

    Ben diversa è la situazione per quanto riguarda la spesa farmaceutica e la dotazione di scanner per risonanza magnetica. Il nostro paese è ai vertici della classifica mondiale per quanto riguarda la quota della spesa sanitaria assorbita dai farmaci (il 22,1%). Soltanto Ungheria, Corea, Portogallo, Slovacchia e Turchia ci superano. Il dato assoluto è ancora più significativo. La Turchia ad esempio destina il 24,8% della sua spesa sanitaria ai farmaci. Poiché la sua spesa pro capite è di 452 dollari all’anno si tratta di circa 112 dollari. L’Italia ha una spesa pro capite di 2258 dollari all’anno. Il 22,1% di tale cifra equivale a 499 dollari, quindi quasi 5 volte tanto. Analogamente siamo tra i primi paesi al mondo per quanto riguarda la dotazione di scanner RMI. Preceduti in Europa soltanto da paesi come Austria, Finlandia, Islanda e Svizzera. Dal ’93 al 2003 il numero di macchine si è quasi quintuplicato passando da 2,5 a 11,6 (per milione di abitanti). Di per sé questo potrebbe anche non essere un male. Tuttavia due dati saltano all’occhio. Innanzitutto ci si chiede come sia possibile che paesi non certamente sottosviluppati come Germania, Francia e Gran Bretagna possano andare avanti con dotazioni significativamente inferiori (rispettivamente 6; 2,8 e 5,2). In secondo luogo ci si chiede come si concili questa situazione col fatto che i tempi d’attesa per una risonanza magnetica da noi siano significativamente più lunghi che negli altri paesi (in Francia ad esempio non esistono praticamente liste d'attesa). Il sospetto è che così come per quanto riguarda la spesa farmaceutica ci si scordi anche in questo caso della parsimonia.

    Gli effetti dell'aziendalizzazione

    Ciò che emerge da questi dati è che l’Italia ha dei dati di spesa assolutamente nella norma per quanto riguarda le voci fondamentali (personale, posti letto e prestazioni sanitarie) e dati invece “fuori controllo” per quanto invece concerne la spesa in farmaci e macchinari, cioè le due voci di entrata principali dell’industria legata alla sanità. E tuttavia ci si propone di colpire non queste ultime ma le prime ovvero i pilastri del servizio sanitario pubblico. Il che fa pensare che abbia ragione Nerina Dirindin, docente di economia sanitaria ex Direttore generale del Dipartimento della Programmazione del Ministero della Sanità, quando dice che “il grido di allarme sulla spesa sanitaria risponde quindi a esigenze perlopiù estranee alle dinamiche della sanità, funzionali più a favorire un progressivo ridimensionamento dell’intervento pubblico nel settore sanitario che a contenerne i costi e a migliorarne l’efficacia” (La spesa sanitaria in Italia (e all’estero), http://www.lavoce.info/news/view.php?id=22&cms_pk=143&from=index) ovvero - considerata la cosa da un altro versante - che “i motivi che inducono molti osservatori ad affermare che la spesa sanitaria tende inesorabilmente a essere sempre meno sostenibile hanno a che vedere non tanto con le difficoltà della finanza pubblica (peraltro reali), ma piuttosto con i rischi di un rallentamento dello sviluppo dell’industria della salute” (Paolo Vineis-Nerina Dirindin, In buona salute. Dieci argomenti per difendere la sanità pubblica, Einaudi, 2004). Il che significa che se si vogliono risolvere i problemi della sanità bisogna mettere mano ai rapporti tra questa e l’industria. Tanto più se - come cercherò di dimostrare - gran parte delle diseconomie derivano esattamente dai processi di aziendalizzazione e di privatizzazione del settore che portano al pieno dispiegarsi dei meccanismi di mercato al suo interno travolgendo uno dei più elementari diritti formalmente garantiti a tutti dalla nostra Costituzione, quello alla salute. Ma è un tabù che nessuno ha il coraggio di infrangere.

    Prima questione. Quanto i farmaci contribuiscono al miglioramento delle condizioni di salute e di benessere nella nostra società? Numerosi studi dimostrano che in realtà tale miglioramento è legato più ad un innalzamento del livello qualitativo della condizione sociale che non all’introduzione e alla diffusione di nuovi farmaci. In particolare un demografo inglese, Thomas Mc Keown, ha dimostrato che la mortalità dovuta a malattie infettive come tubercolosi e morbillo, al momento dell’introduzione di farmaci specifici come vaccini e antibiotici, si era già ridotta dell’80-90%. E questo perché nel frattempo si erano diffusi alimenti più sani, si costruivano abitazioni più igieniche, era aumentato il tasso di scolarità e soprattutto, grazie alla costruzione di acquedotti e fogne pubbliche, vi era la disponibilità di acqua pulita per gli usi domestici. Quindi un miglioramento complessivo delle condizioni di vita è molto più decisivo di quanto non sia l’intervento farmaceutico. Pure su questo si decuplicano gli investimenti (dal ’95 al 2002 la spesa in farmaci a carico del servizio sanitario nazionale è passata da 5 a 11,7 mld di euro), mentre si tagliano risorse alle politiche sociali. Si pensi soltanto a quanto si risparmierebbe attraverso la prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni di lavoro (causati spesso dalla violazione delle norme di sicurezza da parte delle aziende private ma a carico delle finanze pubbliche).

    Anzi si assiste a un processo di medicalizzazione forzata della nostra esistenza. Si pensi alla tendenza ad affrontare gli aspetti legati al disagio attraverso un’intensificazione della somministrazione di psicofarmaci, peraltro in un’ottica di semplice riduzione dei sintomi (dal 2000 al 2001 la spesa in ansiolitici è aumentata del 49%). In alcuni casi poi - ad esempio negli Stati Uniti - prescrivendoli in età sempre più precoce. Oppure a come la maternità stia diventando sempre più un vero e proprio percorso a ostacoli fatto di esami, test, somministrazione di farmaci e interventi fino a pochi anni fa inusitati, in una vera e propria ondata di terrorismo psicologico funzionale alla realizzazione di tutta una serie di prescrizioni che partono dalla diagnostica e si concludono coi pigiamini firmati, con la spada di Damocle che sennò il pupo viene su male.

    La conclusione che se ne trae è che non soltanto questo fenomeno porta a dilapidare risorse ma anche a prescrivere cure inefficaci o inappropriate che incidono (queste sì) in modo negativo sia sulla salute dei cittadini (negli Usa vi sono circa 100000 decessi l’anno a seguito della somministrazione di farmaci, una parte dei quali certamente evitabili) sia sulla spesa sanitaria. Cito un esempio - ancora dal volume In buona salute - abbastanza significativo. Una ricerca condotta presso il San Giovanni Battista di Torino ha dimostrato che nel 1999 sono stati prescritti 29082 marker tumorali per un costo di circa 400mila euro a pazienti di cui soltanto il 30% denunciava una patologia oncologica pregressa, attuale o sospetta. Cioè senza neppure un generico sintomo di una patologia che avrebbe consigliato quel genere di esami. C’è di più. Un’analisi delle prescrizioni degli interventi e dei ricoveri scorporati per regione porta a evidenziare tali livelli di scostamento, non imputabili a patologie legate ai diversi territori (per fare un esempio a Bolzano 19% di parti cesarei contro il 53% del Campania), da ipotizzare che vi siano ogni anno una grande quantità di interventi/ricoveri inappropriati. Il dato si fa ancora più significativo se si considera che la quantità di tali inappropriatezze aumenta nelle regioni in cui la presenza di strutture sanitarie private è più alta.

    In altre parole l’aziendalizzazione e la privatizzazione trasformano la sanità in terreno di caccia delle imprese e in particolare delle grandi case farmaceutiche e ciò determina un aumento dell’inappropriatezza delle cure che va a detrimento della salute dei cittadini e del bilancio dello Stato. L’introduzione dei Drg (raggruppamenti omogenei di diagnosi) come forma di forfettizzazione del rimborso da parte delle regioni all’azienda sanitaria di una tipologia d’intervento sulla base del suo costo medio è all’origine di una serie di evidenti storture. Perché in questo modo ciò che viene rimborsato non corrisponde mai alla spesa effettiva (e quindi le tabelle costi/produzione come quella pubblicata da Repubblica hanno un valore puramente teorico). Con tutte le conseguenze del caso. E cioè che da una parte si tenderà a far rientrare gli interventi in Drg con rimborsi più alti (e se negli ospedali pubblici ciò può determinare una iniqua distribuzione interna di risorse, nelle cliniche private - dove per di più è difficile controllare - ciò comporta un travaso di denaro dal pubblico al privato). E d'altra parte, per risparmiare (dato che il rimborso è legato alla tipologia e non alla quantità della prestazione), si tenderà a dare meno servizio al paziente.

    Case farmaceutiche all’assalto della sanità

    Tutto ciò rende necessario analizzare la posizione di potere che alcuni soggetti economici assumono in questo contesto e in particolare il conflitto di interesse di cui sono l’espressione materiale. Che è poi il conflitto d’interesse tra profitto e diritto alla salute per tutti (e in particolare per i ceti che si vedono quel diritto garantito precipuamente dalle strutture pubbliche). Le forme in cui tale conflitto si estrinseca sono numerose e non tutte conosciute. Ne fa un elenco interessante Marco Bobbio (Giuro di esercitare la medicina in libertà e indipendenza. Medici e industria, Einaudi, 2004).

    1) Un medico che prescrive un farmaco, compila una relazione affinché un medicinale venga inserito nel prontuario farmaceutico di un ospedale, delinea le caratteristiche del materiale che deve essere acquistato da un ospedale mediante gara d’appalto oppure tiene una relazione a un convegno medico in merito a un determinato farmaco, espleta queste attività dopo che ogni giorno viene bombardato da emissari di aziende farmaceutiche che gli illustrano in modo assolutamente parziale (vi sono studi in proposito) le caratteristiche dei medicinali di propria produzione e lo circuiscono attraverso una serie di attenzioni che vanno dal comune gadget fino al pagamento delle spese di partecipazione a convegni alle Bahamas con soggiorno in alberghi lusso estesi alla famiglia. Si calcola che le multinazionale del settore investano ogni anno cifre astronomiche in marketing e - cosa che dà un’idea di come funzioni il settore - ben più di ciò che spendono in ricerca e sperimentazione. Se ne deduce che quell’investimento dà un buon rendimento (nei primi 300 posti della classifica Global 500 di Fortune si trovano ben 9 case farmaceutiche guidate dalla Pfizer con un fatturato di 53 mld di dollari). E dunque che i farmaci vengono prescritti sulla base di motivazioni di mercato piuttosto che sulla base della loro reale efficacia e utilità.

    2) Uno studioso che effettui una ricerca sull’efficacia di un farmaco è quasi sempre sovvenzionato da aziende farmaceutiche e sottoposto a contratti per cui il committente è proprietario dei dati ricavati dalla ricerca. Di conseguenza se essa non depone a favore dell’efficacia del farmaco o della terapia che ha ad oggetto, la casa farmaceutica ha il diritto di impedire la divulgazione dei risultati della ricerca.

    3) Una rivista di medicina in particolare ma anche un qualsiasi rotocalco che contenga al suo interno una rubrica medica devono una parte più o meno cospicua delle proprie entrate alla sponsorizzazione e alle pagine pubblicitarie dedicate a prodotti farmaceutici. Un questionario inviato qualche anno fa a 121 giornalisti medico-scientifici italiani ha evidenziato che circa la metà di loro ha riconosciuto di avere partecipato, nei 5 anni precedenti, a convegni completamente spesati da aziende del settore. Il 38% ammette che questa circostanza ha influito sulla stesura dell’articolo scritto in merito. Il 13% dichiara che c’è una relazione tra la qualità dell’ospitalità ricevuta e il contenuto dell’articolo. Infine il 30% ammette di essere stato sottoposto a pressioni per divulgare questa o quella notizia una volta ritornato dal convegno.

    Questa situazione di conflitto di interesse a volte si trascina sul filo del rasoio tra legalità e illegalità. A volte sconfina pesantemente nel crimine. Il 4 novembre de 2002 a Torino vengono arrestati due primari della cardiochirurgia universitaria, accusati di avere chiesto tangenti per un miliardo di lire in cambio del sostegno all’acquisto di circa 700 protesi valvolari prodotte da un’azienda brasiliana, che in alcuni casi dovettero essere sostituite dopo l’impianto, in altri provocarono la morte dei pazienti. Il 15 febbraio del 2003 la Guardia di Finanza denuncia decine di dirigenti della GlaxoSmithKline, 32 primari e migliaia di medici. L’accusa è comparaggio: denaro o regali in cambio di prescrizioni di farmaci prodotti dalla stessa Glaxo.

    Si potrebbe pensare che tali problemi, così drammaticamente presenti nel nostro paese, siano invece assenti nella nostra regione. Purtroppo non è così.

    Nell'ambito di uno dei processi per lo scandalo Glaxo il Pm genovese Di Gennari chiede la condanna per 61 medici genovesi. L’ospedale San Martino e il Galliera compaiono nell’elenco di strutture pubbliche presso cui operano i 121 medici inquisiti nell’ambito di quest’inchiesta che lavorano per il servizio sanitario nazionale. C’è di più. Nel 2001 Rai Report trasmette un servizio, “Il marketing del farmaco”, in cui tra l’altro viene intervistato un informatore scientifico che mostra un documento. Ecco un breve stralcio dell’intervista.

    INFORMATORE
    Provare l'esistenza del comparaggio è difficile, ma qui ci andiamo vicini... cosa abbiamo qui ?
    Questo documento ufficiale di una Usl parla di una donazione di 5 milioni (lire) fatta da me per conto di una nota casa farmaceutica a un grosso ospedale di Genova, divisione di cardiologia, finalizzata allo sviluppo di un farmaco ipertensivo, donazione fatta con una motivazione assurda.

    VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE
    E questo altro documento cosa ci dice ?

    INFORMATORE
    Questo dimostra che nel periodo immediatamente successivo alla donazione le vendite di quel farmaco sono triplicate nelle farmacie di quella zona.

    Nel servizio si documenta anche la prescrizione (a un bambino) e l’importazione illegale dal Canada di un’anfetamina non autorizzata dal Ministero della Sanità, il Ritalin, da parte di un medico genovese, che viene anche intervistato insieme al direttore della Dogana. Lo stesso anno una casa editrice genovese aveva pubblicato il volume di un informatore scientifico, Franco Bellè, dedicato proprio alla sua personale esperienza di comparaggio.

    Ma il comparaggio non è l’unico reato che entra in gioco. Non molto tempo fa a La Spezia è stata scoperta una truffa da parte di medici e farmacisti consistente nell’utilizzo di ricette false e nel trasferimento arbitrario di mutuati verso un gruppo di medici beneficiari. Il tutto è costato all’erario circa un milione e mezzo di euro. A Genova un episodio analogo è costato circa 400mila euro.

    La domanda di prammatica è: “Come mai questi aspetti non vengono minimamente toccati nel dibattito di questi giorni sulla spesa sanitaria?” I paragrafi che seguono forse contribuiranno a rispondere a questa domanda.

    Il capitale finanziario all'assalto della sanità

    Come abbiamo detto le multinazionali del farmaco sono ai vertici della classifica delle maggiori imprese globali. Al contempo si trovano ai vertici delle borse internazionali. Proprio in questi giorni è in atto un'operazione importante. La Glaxo sta cercando di acquistare la divisione della Pfizer che si occupa dei cosidetti farmaci da banco, cioè quelli vendibili senza ricetta medica. E' uno dei grandi business del futuro. Tanto da portare al lancio di una vera e propria campagna a favore della vendita delle medicine nei supermercati. Le stesse associazioni dei consumatori la sostengono affermando che in questo modo si determinerebbe un calo dei prezzi. A parte il fatto che è tutto da dimostrare, ammesso anche che una dilatazione del mercato potrebbe produrre per qualche tempo una diminuzione dei prezzi, il risultato sarebbe quello di rendere ancor più un fenomeno di massa il consumo dei farmaci. Siamo proprio sicuri che sia un bene?

    A proposito di quell'operazione di borsa Hugo Dixon, in Breaking views, rubrica economica di Repubblica, afferma: "GlaxoSmithKline sta commettendo un grave errore strategico e finanziario offrendo addirittura più di 15 mld di dollari per acquistare la divisione di farmaci senza ricetta di Pfizer. (...) Per giustificare un esborso simile Glaxo dovrebbe scovare sinergie pari al 15% del fatturato della divisione." Quindi l'offerta di Glaxo come si spiega? Col fatto che i suoi manager non sanno fare i calcoli o sulla base di una fiducia nella loro capacità di condizionare il mercato. E a spese di chi?

    C'è un altro aspetto che riguarda i rapporti tra sanità e borsa e riguarda proprio la gestione del disavanzo sanitario da parte delle regioni. Lo strumento principe si chiama cartolarizzazione ed evidentemente non è un'esclusiva di Tremonti dato che se ne serviranno anche Bassolino e Del Turco. Il tutto funziona in questo modo. Una banca compra dai creditori della sanità regionale i loro crediti ed emette titoli obbligazionari a copertura della somma erogata. Le obbligazioni vengono acquistate dai risparmiatori. Risultato: il rischio viene trasferito dalle aziende creditrici (in gran parte farmacie e case farmaceutiche) ai risparmiatori, la banca guadagna laute commissioni e migliora la propria posizione nel mercato attraverso un'operazione che le permette di raggiungere investitori istituzionali (fondi opensione e d'investimento) e mercati internazionali particolarmente sofisticati (e sofisticati).

    Politica e case farmaceutiche

    I giornali non sono i soli poteri che ricevono finanziamenti dalle case farmaceutiche. Anche il mondo della politica naturalmente non è indenne. Sergio Dompé, presidente di Farmindustria e titolare della Dompè Farmaceutici nel 2005 risulta aver finanziato l’Unione e in particolare l’Udeur di Clemente Mastella. Mesi fa fa annunciava ai due schieramenti elettorali che gli industriali del settore erano pronti a investire um miliardo di euro e oggi tratta con Livia Turco. Ancora: la Fondazione Italianieuropei, che è nata su impulso degli attuali ministri degli Esteri D’Alema e dell’Interno (Amato) annovera tra i suoi soci benemeriti la Glaxo Wellcome e la Pharmacia & Upjohn (fusa con la Monsanto e diventata Pharmacia, poi confluita nella Pfizer). E' noto che la Lega delle Cooperative è notoriamente promotrice di una campagna per la vendita dei farmaci all’interno e i centri commerciali. Ed è altrettanto noto che dopo lo scoppio del caso aviaria l'ex ministro Storace ha fatto acquistare allo Stato milioni di dosi di vaccino prodotte dalla Roche e, tanto per cambiare, dalla Glaxo. Non per essere sospettosi ma credo che se si andasse a mettere il naso nella questione verrebbero fuori particolari interessanti. Siamo proprio sicuri che era necessario?

    Tutti questi legami materiali autorizzano - mi sembra - a pensare che qui emerga un ulteriore e altrettanto grave conflitto d’interesse. Nei mesi immediatamente successivi alle inchieste sulle valvole cardiache e su Glaxo l’allora ministro per la Salute Sirchia emanò un decreto soprannominato "antitruffe", che introduceva un’aggravante dell’articolo 640 del Codice Penale, decuplicava la pena pecuniaria e rendeva obbligatoria la confisca dei beni connessi col reato. Non entro nel merito di una valutazione tecnica del merito di tale provvedimento, né sarei in grado di farlo. Mi limito a sottolineare come la reazione indignata e bipartisan di rappresentanti della maggioranza e dell’opposizione, delle associazioni di categoria dei medici e perfino di settori dell’associazionismo “impegnato” (Cittadinanzattiva) e della stampa medica straniera (il British Medical Journal) abbia impedito che il decreto venisse convertito in legge. 3,8 (-1,1); in Germania da 7,7% a 6,6% (-1,1); in Gran Bretagna da

    Marco Veruggio
    Resp. Politiche Economiche Prc Liguria

     

    venerdì, 09 maggio 2008

    CRITERI DI STABILIZZAZIONE, VARIE

    AVVISO

    L'Azienda Ospedaliera Universitaria  Policlinico “G. Martino” di Messina:

    ha indetto avviso pubblico per la stabilizzazione del personale non dirigenziale da assumere a tempo indeterminato tramite la procedura prevista dall’art. 1, comma 565 della legge n. 296/06 e nel rispetto del Protocollo d’intesa tra l’Assessorato Regionale per la Sanità e le OO.SS. del Comparto Università.

    1. AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA POLICLINICO "G. MARTINO" DI MESSINA - BANDO PER LA STABILIZZAZIONE CON

    FAC - SIMILE DI DOMANDA- (PER APRIRE CLICCA)

    2. AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA POLICLINICO "G. MARTINO" DI MESSINA - REGOLAMENTO PER LA

    STABILIZZAZIONE - (PER APRIRE CLICCA)

    3. AZIENDA OSPEDALIERA UNIVERSITARIA POLICLINICO “G. MARTINO” DI MESSINA – FAC – SIMILE DI DOMANDA

    PER LA STABILIZZAZIONE (PER APRIRE CLICCA)

     4) Linee guida Protocollo Stabilizzazione Precari Azienda Ospedaliera Universitaria "G. Martino" di Messina

    POTETE ANCHE SCARICARE IL MODELLO DELLA DOMANDA DI STABILIZZAZIONE DEL POLICLIICO DI MESSINA NEL BLOG "STABILIZZANDI POLICLINICO": http://stabilizzandipoliclinico.blogspot.com/

     N.B.

    Non verranno prese in esame le domande pervenute prima della pubblicazione del presente avviso. Per estratto l’avviso sarà pubblicato sui tre quotidiani a diffusione regionale “La Gazzetta del Sud”, “La Sicilia” di Catania e “Il Giornale di Sicilia” di Palermo.

    Messina il, 5 settembre 2008

    Gazzetta del Sud del 12/09/2008 Avviso selezione pubblica per la stabilizzazione del personale non dirigenziale con

    rapporto di lavoro a tempo determinato, ai sensi dell'art. 1 comma 565 l. 296/2006 Scadenza 13/10/2008 (per visionare

    l'avviso clicca)  

    Messina il, 12 settembre 2008 ore 11,00

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    La Giunta regionale della Puglia STABILIZZERA' TUITI I PRECARI della Sanità in servizio nelle ASL o negli enti Regionali con i seguenti criteri:
    - anzianità di servizio di almeno tre anni anche non continuativi o in  alternativa:
    - anzianità di servizio di almeno tre anni da conseguire nell’arco del quadriennio 2007-2010 o in    alternativa:
    - anzianità di servizio di almeno tre anni anche non continuativa conseguita nel quinquennio    anteriore alla data di  adozione del presente provvedimento.

    Nella Regione Sicilia, grazie ai Sindacati e Politici, funzione tutto diversamente.

    Che tutte le forze Politiche e Sindacali si facciano carico seriamente del problema e diano concrete risposte alle Sacrosante e Legittime richieste di decine di migliaia di lavoratori precari di ogni qualifica della Sanità Siciliana.

    Di porre fine alla POLITICA delle esternalizzazioni dei servizi pubblici e che alla luce dell’analisi dei costi e benefici fatte da grandi ECONOMISTI ha fatto emergere un notevole aggravio di spesa, ma anche spartizione di posti di lavoro. 

    http://puglia.rdbcub.it/fileadmin/archivio/puglia/servizi/DELIBERA_firmata_01.pdf, Linee guida approvate dalla Regione Puglia che stabilizzerà TUTTI I PRECARI della Sanità nel quadriennio 2007 - 2010 (CLICCA)

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    LEGGE FINANZIARIA 2008
    (Legge 24 Dicembre 2007, n. 244) 

    Art. 3. 

    Disposizioni in materia di: Pubblico impiego;

    Comma - 79. L'articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è sostituito dal seguente:
    «Art. 36. - (Utilizzo di contratti di lavoro flessibile). - 1
    .Le pubbliche amministrazioni assumono esclusivamente con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato e non possono avvalersi delle forme contrattuali di lavoro flessibile previste dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa se non per esigenze stagionali o per periodi non superiori a tre mesi, fatte salve le sostituzioni per maternità relativamente alle autonomie territoriali. Il provvedimento di assunzione deve contenere l'indicazione del nominativo della persona da sostituire.

    2. In nessun caso è ammesso il rinnovo del contratto o l'utilizzo del medesimo lavoratore con altra tipologia contrattuale.

    3. Le amministrazioni fanno fronte ad esigenze temporanee ed eccezionali attraverso l'assegnazione temporanea di personale di altre amministrazioni per un periodo non superiore a sei mesi, non rinnovabile.

    4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 non possono essere derogate dalla contrattazione collettiva.

    5. Le amministrazioni pubbliche trasmettono alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le convenzioni concernenti l'utilizzo dei lavoratori socialmente utili.

    6. In ogni caso, la violazione di disposizioni imperative riguardanti l'assunzione o l'impiego di lavoratori, da parte delle pubbliche amministrazioni, non può comportare la costituzione di rapporti di lavoro a tempo indeterminato con le medesime pubbliche amministrazioni, ferma restando ogni responsabilità e sanzione. Il lavoratore interessato ha diritto al risarcimento del danno derivante dalla prestazione di lavoro in violazione di disposizioni imperative. Le amministrazioni hanno l'obbligo di recuperare le somme pagate a tale titolo nei confronti dei dirigenti responsabili, qualora la violazione sia dovuta a dolo o colpa grave. Le amministrazioni pubbliche che operano in violazione delle disposizioni di cui al presente articolo non possono effettuare assunzioni ad alcun titolo per il triennio successivo alla suddetta violazione.

    7. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano agli uffici di cui all'articolo 14, comma 2, del presente decreto, nonché agli uffici di cui all'articolo 90 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Sono altresì esclusi i contratti relativi agli incarichi dirigenziali ed alla preposizione ad organi di direzione, consultivi e di controllo delle amministrazioni pubbliche, ivi inclusi gli organismi operanti per le finalità di cui all'articolo 1 della legge 17 maggio 1999, n. 144.

    8. Per l'attuazione di programmi e progetti di tutela e valorizzazione delle aree marine protette di cui alle leggi 31 dicembre 1982, n. 979, e 6 dicembre 1991, n. 394, il parco nazionale dell'arcipelago della Maddalena, di cui alla legge 4 gennaio 1994, n. 10, e gli enti cui è delegata la gestione ai sensi dell'articolo 2, comma 37, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, e successive modificazioni, sono autorizzati, in deroga ad ogni diversa disposizione, ad assumere personale con contratto di lavoro a tempo determinato, della durata massima di due anni eventualmente rinnovabili, nel contingente complessivo stabilito con disposizione legislativa e ripartito tra gli enti interessati con decreto del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, su proposta del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. In prima applicazione, il predetto contingente è fissato in centocinquanta unità di personale non dirigenziale alla cui copertura si provvede prioritariamente con trasformazione del rapporto di lavoro degli operatori attualmente utilizzati con contratti di lavoro flessibile.

    9. Gli enti locali non sottoposti al patto di stabilità interno e che comunque abbiano una dotazione organica non superiore alle quindici unità possono avvalersi di forme contrattuali di lavoro flessibile, oltre che per le finalità di cui al comma 1, per la sostituzione di lavoratori assenti e per i quali sussiste il diritto alla conservazione del posto, sempreché nel contratto di lavoro a termine sia indicato il nome del lavoratore sostituito e la causa della sua sostituzione.

    10. Gli enti del Servizio sanitario nazionale, in relazione al personale medico, con esclusivo riferimento alle figure infungibili, al personale infermieristico ed al personale di supporto alle attività infermieristiche, possono avvalersi di forme contrattuali di lavoro flessibile, oltre che per le finalità di cui al comma 1, per la sostituzione di lavoratori assenti o cessati dal servizio limitatamente ai casi in cui ricorrano urgenti e indifferibili esigenze correlate alla erogazione dei livelli essenziali di assistenza, compatibilmente con i vincoli previsti in materia di contenimento della spesa di personale dall'articolo 1, comma 565, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

    11. Le pubbliche amministrazioni possono avvalersi di contratti di lavoro flessibile per lo svolgimento di programmi o attività i cui oneri sono finanziati con fondi dell'Unione europea e del Fondo per le aree sottoutilizzate. Le università e gli enti di ricerca possono avvalersi di contratti di lavoro flessibile per lo svolgimento di progetti di ricerca e di innovazione tecnologica i cui oneri non risultino a carico dei bilanci di funzionamento degli enti o del Fondo di finanziamento degli enti o del Fondo di finanziamento ordinario delle università. Gli enti del Servizio sanitario nazionale possono avvalersi di contratti di lavoro flessibile per lo svolgimento di progetti di ricerca finanziati con le modalità indicate nell'articolo 1, comma 565, lettera b), secondo periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. L'utilizzazione dei lavoratori, con i quali si sono stipulati i contratti di cui al presente comma, per fini diversi determina responsabilità amministrativa del dirigente e del responsabile del progetto. La violazione delle presenti disposizioni è causa di nullità del provvedimento».

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     “COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B”

    LA GIUSTIZIA CONTINUA A TRIONFARE

    Situazione dei precari Ausiliari Socio Sanitari Specializzati dell'A.O.U. "G. Martino" Policlinico di Messina

    In data 9 giugno 2008 è stata depositata la seconda sentenza dal Giudice del lavoro di Messina,  RIGETTANDO il ricorso presentato dagli Ausiliari Socio Sanitari che erano in servizio fino al 31 dicembre 2007 iscritti con la CGIL DI MESSINA .

    DECIDENDO: che la delibera di scorrimento della graduatoria E’ LEGITTIMO e che il CONTRATTO DI LAVORO DI 12 mesi stipulato in data 31 dicembre è valido a tutti gli effetti di legge.

     In allegato comunicato  inviatoci dall’avv. Mario Mancuso sull’esito della nuova causa di lavoro.

    mercoledì 11 giugno 2008

    Precari Policlinico Messina, altra vittoria con l'avv. Mancuso

    Ancora una volta i precari del Policlinico Universitario di Messina difesi dall'avv. Mario Mancuso hanno avuto successo.
    Anche il secondo contenzioso che vedeva contrapposti i lavoratori che chiedevano la proroga del contratto scaduto il 31.12.2007 e quelli che sono stati assunti l'1.1.2008, a seguito dello scorrimento della graduatoria, si è concluso con la vittoria di questi ultimi.
    Il Tribunale di Messina Sez. lavoro, con ordinanza depositata il 9 giugno 2008, ha risolto la controversia ancora una volta a favore dei dipendenti difesi dall'avv. Mancuso.

    Avvocato Mario Mancuso

    sito internet: www.avvocatomancuso.net

    Studio Legale Avvocato Mario Mancuso - Messina

    L'avvocato Mario Mancuso, patrocinante in Cassazione, ha la sede principale a Messina in via Francesco Todaro n. 5 Tel. +39-090.6783098 Fax. +39-090-6411338 Cell. +39-339.2090617 email: avvocato.mancuso@gmail.com

    Cordiali Saluti                                                 Messina, 11 giugno 2008

    “COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B”

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    “COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B”

     Situazione dei precari Ausiliari Socio Sanitari Specializzati dell'A.O.U. "G. Martino" Policlinico di Messina

    In data 19 maggio 2008 è stata depositata la sentenza dal Giudice del lavoro di Messina dott. Letterio Villari, RIGETTANDO il ricorso presentato dagli Ausiliari Socio Sanitari che erano in servizio fino al 31 dicembre 2007 iscritti con la CGIL DI MESSINA .

    DECIDENDO: che la delibera di scorrimento della graduatoria E’ LEGITTIMA e che il CONTRATTO DI LAVORO DI 12 mesi stipulato in data 31 dicembre è valido a tutti gli effetti di legge.

    Possiamo evidenziare che è pienamente legittimo il provvedimento n. 882 del  28.12.2007 con cui il Policlinico Universitario di Messina ha deliberato lo scorrimento della graduatoria del concorso al quale abbiamo partecipato sia gli Ausiliari neo assunti sia gli Ausiliari che chiedono la proroga dei contratti scaduti, per i seguenti motivi:

    - I soggetti in cui i contratti sono scaduti il 31.12.2007 avevano stipulato un contratto di lavoro a tempo determinato per il periodo di un anno ed erano consapevoli che alla scadenza dell’anno sarebbe cessato il rapporto di lavoro.  Essi, peraltro, nell’estate 2007, sono stati beneficiati di una proroga del rapporto di lavoro illegittimamente, tuttavia, non soddisfatti auspicavano ad una seconda proroga, a danno di tutti gli altri lavoratori, parimenti legittimati a stipulare un contratto di lavoro.

    - Il bando di concorso (al quale abbiamo partecipato sia i lavoratori neo assunti sia coloro che aspiravano alla proroga dei contratti), prevedeva espressamente che il rapporto di lavoro avrebbe avuto una durata non superiore all’anno. Peraltro, tale durata è stata stabilita anche da una delibera del Direttore Generale del Policlinico Universitario.

    - il decreto legislativo 368(2001, all’art. 4, al comma 3 stabilisce che “la proroga è ammessa solo una volta”. Pertanto, una seconda proroga dei contratti già in essere sarebbe stata doppiamente illegittima, sia perché non ricorrono i presupposti (come la prima volta) sia perché la legge, anche qualora in astratto fossero presenti i motivi, vieta una seconda proroga.

    - Alla delibera n. 882 del 28.12.2007, emanata dal Commissario Straordinario del Policlinico non si può applicare la legge 244/2007, (finanziaria per il 2008), perché quest’ultima è entrata in vigore l’1.1.2008, ossia successivamente all’adozione della delibera.

    - Ad ogni modo, la finanziaria per il 2008 non prevede l’impossibilità di procedere alla stipulazione di contratti di lavoro a tempo determinato con gli Ausiliari Socio Sanitari superiore ai 3 mesi.

    Da quanto sopra esposto deriva che lo scorrimento della graduatoria decisa dal Commissario Straordinario dott. Antonio Mira del Policlinico Universitario di Messina con deliberazione n. 882 del 28.12.2007 è pienamente legittimo.

    Anche noi abbiamo il diritto all’assunzione e non si comprende perché alcuni soggetti, che dovrebbero fare l’interesse di tutti, vogliano considerarci LAVORATORI INVISIBILI E DI SERIE B.

    Cordiali Saluti                                                 Messina, 21 maggio 2008

    “COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B”

     

     

    “COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B”

    LA GIUSTIZIA TRIONFA

    In data odierna è stata depositata la sentenza del Giudice del lavoro di Messina del ricorso presentato dagli Ausiliari Socio Sanitari che erano in servizio fino al 31 dicembre 2007 iscritti con la CGIL DI MESSINA , il Giudice del lavoro di Messina ha stabilito che la delibera di scorrimento della graduatoria E’ LEGITTIMA, che il contratto di lavoro di 12 mesi stipulato in data 31 dicembre è valido a tutti gli effetti di legge. PERTANTO LA CGIL DI MESSINA HA PERSO QUESTO RICORSO CONTRO DEI LAVORATORI.  
    LA GIUSTIZIA TRIONFA.

    Cordiali Saluti           Messina, 19 maggio 2008

    “COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B


    Il SINDACATO NON DOVREBBE TUTELARE TUTTI I LAVORATORI??

    Pubblicato su http://www.fainotizia.it/user/precari-invisibili-messina (CLICCA)

    precari invisibili messina

    09/05/2008 - 10:11

    “COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B”

    Situazione dei precari Ausiliari Socio Sanitari Specializzati dell'A.O.U. "G. Martino" Policlinico di Messina

    I nostri colleghi Ausiliari Socio Sanitari che hanno terminato il proprio contratto di lavoro a tempo determinato il 31 dicembre 2007 presso l’A.O.U. Policlinico di Messina (tramite il SINDACATO C.G.I.L. DI MESSINA) hanno presentato ricorso, presso il Giudice del Lavoro, in data 14 gennaio 2008 con provvedimento cautelare ex art. 700, chiedendo l’annullamento della delibera n. 882 del 28 dicembre 2007 di scorrimento della graduatoria e il relativo nostro licenziamento, o modificare il contratto di lavoro portandolo da 12 mesi a 3 mesi;

    in data 18 aprile 2008 si è discusso presso il Giudice del lavoro di Messina del ricorso presentato dagli Ausiliari Socio Sanitari che erano in servizio fino al 31 dicembre 2007 supportati della presenza del Segretario della FP CGIL DI MESSINA Franco Di Renzo, in cui il legale del Sindacato avv. Vitarelli chiedeva al Giudice il nostro immediato licenziamento perché al suo dire la nuova finanziaria prevede che i contratti di lavoro non debbono essere superiori ai tre mesi.

    Noi abbiamo iniziato a lavorare presso le Aziende Sanitarie già dal 1991 e siamo precari storici a tutti gli effetti.

    Il SINDACATO NON DOVREBBE TUTELARE TUTTI I LAVORATORI??

    Aspettiamo da un giorno all’altro l’esito della sentenza del Giudice del Lavoro di Messina, da quella data siamo di nuovo disoccupati????? la CGIL di Messina vincerà questo ricorso contro dei lavoratori??????

    Cordiali Saluti Messina, 9 maggio 2008

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    Sentenze Tar e Corte Costituzionale

    Corte Costituzionale, Sentenza n. 44/2008, in tema di diritto di  precedenza dei lavoratori stagionali alla riassunzione  (04-03-2008) - (CLICCA)                  illegittimo l'art. 77 del D.L.vo 368/01 sul contratto a termine. La Corte Costituzionale, con sentenza n. 44/2008, ha ritenuto illegittimi gli artt. 10 (commi 9 e 10) e 11 (commi 1 e 2) del decreto legislativo 368/2001 che affida ai contratti collettivi nazionali la possibilità di stabilire un diritto di precedenza nell'assunzione per gli stagionali che hanno avuto un contratto a termine dalla stessa azienda e sempre con la stessa qualifica. Inoltre, è illegittimo riconoscere questa precedenza al lavoratore che manifesta la volontà di usufruire del diritto entro 3 mesi dal fine del contratto. L'illegittimità è dovuta al fatto che non si può usare una direttiva UE che vuole contrastare il lavoro precario per disciplinare quello stagionale

    Ministero della Funzione Pubblica - Circolari

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    18 aprile 2008 - Circolare n. 5/08 in tema di indirizzo in merito all’interpretazione della norma sulla stabilizzazione. È pubblicata la Circolare n. 5, firmata dal Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella pubblica amministrazione, riguardante le linee di indirizzo in merito all'interpretazione ed all'applicazione dell'articolo 3, commi da 90 a 95 e comma 106, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008).   Per saperne di più (CLICCA)

    In sintesi dei passaggi della Circolare
    2. Reclutamento ordinario e procedure di stabilizzazione
    Le disposizioni in materia di stabilizzazione (art. 1 commi 519 e 558, legge 296/2006 e art. 3, comma 90, legge 244/2007) definiscono una procedura speciale di reclutamento che deroga rispetto alle modalità ordinarie del concorso pubblico, in quanto riservata ad una platea di destinatari per i quali si è scelto di valorizzare la loro esperienza professionale presso le pubbliche amministrazioni. Tenuto conto del principio costituzionale del prevalente accesso attraverso concorso pubblico, cioè senza riserve e limitazioni nella partecipazione, che le amministrazioni devono garantire a fronte di procedure di reclutamento riservate, le procedure di stabilizzazione possono essere avviate dalle amministrazioni purché nella programmazione triennale del fabbisogno siano previste forme di assunzione che tendano a garantire l’adeguato accesso dall’esterno in misura non inferiore al cinquanta per cento dei posti da coprire. A tal fine la mobilità di personale va computata in maniera neutra. Fermo restando quanto sopra, la legge finanziaria per il 2008 ha ampliato l’impatto delle disposizioni sulla stabilizzazione ma nel contesto della suddetta legge il legislatore si è preoccupato in più occasioni di limitare la portata temporale delle stesse ed a ribadire il regime ordinario del reclutamento ……………………….Anche la novella all’art. 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 operata dall’art. 3, comma 79, della legge 244/2007, sancisce il principio che le pubbliche amministrazioni effettuano assunzioni esclusivamente secondo il modello standard del contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato per ricondurre il settore pubblico verso il regime ordinario del reclutamento in armonia con i principi generali che ne regolano il funzionamento e con le finalità dell’attività amministrativa preordinata al perseguimento dell’interesse pubblico rispetto al quale più correttamente le politiche occupazionali del paese vengono affidate a settori dell’amministrazione che elaborano interventi mirati al mercato del lavoro privato o di politica economica in senso ampio………………….Per i titolari di contratto di lavoro a tempo determinato, con qualifica non dirigenziale, che raggiungono il triennio secondo i criteri indicati dall’art. 1, comma 519, della legge 296/2006 o secondo i criteri di cui all’art. 3, comma 90, della legge 244/2007 i predetti bandi possono prevedere una riserva di posti non superiore al 20 per cento dei posti messi a concorso.……… La soluzione prospettata dal citato comma 106, pienamente coerente con il principio enunciato nel citato art. 3, comma 90, della stessa legge , è senz’altro quella da privilegiare da parte delle amministrazioni, in quanto contempera la volontà del Governo di valorizzare l’esperienza professionale maturata con rapporti di lavoro alle dipendenze della P.A. con i principi costituzionali in materia di reclutamento. ……………………..………… Le predette amministrazioni potranno ricorrere alla procedura speciale di stabilizzazione – reclutamento finalizzato a valorizzare l’esperienza conseguita con contratti a tempo determinato - nel rispetto dei principi richiamati con la presente circolare, del regime assunzionale di riferimento per ciascun settore e dei vincoli finanziari in materia di spesa del personale. In particolare rimane fermo il principio che le disposizioni sulla stabilizzazione non hanno in nessun caso una portata vincolante e non determinano, pertanto, in capo ai possibili destinatari un diritto soggettivo alla assunzione. Come chiaramente espresso con la sentenza Tar Veneto, sez. II, del 19 ottobre 2007, n. 3342 “la stabilizzazione del personale non costituisce affatto un obbligo per l’amministrazione” ed essendo una facoltà discrezionale “correlativamente non esiste alcun diritto dell’interessato a ottenere la stabilizzazione, ma unicamente un’aspettativa di mero fatto” Si tratta, come più volte detto, di norme che dettano un percorso per un reclutamento speciale che le amministrazioni possono porre in essere, come per tutti i reclutamenti, nei limiti delle dotazioni organiche, in ragione del loro effettivo fabbisogno e compatibilmente con le risorse finanziarie a disposizione. Le modifiche alle dotazioni organiche, ad invarianza di spesa, sono ammesse solo se funzionali al reale fabbisogno e non per rispondere alle aspettative dei lavoratori in possesso dei requisiti.
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    18 aprile 2008 - Circolare n. 4/08 in tema di linee guida ed indirizzi in materia di mobilità. È pubblicata la Circolare n. 4, firmata dal Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella pubblica amministrazione, riguardante le linee guida e gli indirizzi in materia di mobilità alla luce delle norme introdotte dalla legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008).  Per saperne di più (CLICCA)

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    19 marzo 2008- Circolare n.3/08 in tema di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato nelle pp.aa
    Il Ministro Nicolais ha firmato oggi la Circolare contenente le "Linee di indirizzo in merito alla stipula di contratti di lavoro subordinato a tempo determinato nelle Pubbliche Amministrazioni in attuazione dell'art. 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 dell'art. 3, comma 79, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge Finanziaria)". 
     
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    11 marzo 2008 - Circolare n.2/08 in tema di collaborazioni esterne alle pp.aa.
    E' pubblicata la circolare firmata dal Ministro per le Riforme e le innovazioni nella Pubblica Amministrazione, riguardante il ricorso di contratti di collaborazione occazionale e di collaborazione coordinata e continuativa alla luce delle disposizioni introdotte dalle legge Finanziaria per il 2008 del 24 dicembre 2007 n. 244
     
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    24 gennaio 2008 Circolare n.1/08 sugli emolumenti a carico di pubbliche amministrazioni
    E' pubblicata la Circolare firmata dal Ministro per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione in merito: "Emolumenti a carico di pubbliche amministrazioni, società pubbliche partecipate e loro controllate e collegate - Legge Finanziaria 2008 - articolo 3, commi da 43 a 53"
    Registrata alla Corte dei Conti in data 25 febbraio 2008, Registro n. 2, Foglio n. 178.
     
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    1 agosto 2007 Circolare n.9/07 sulla somministrazione a tempo determinato nelle pp.aa.
    Circolare firmata dal Ministro per le Riforme e le innovazioni nella Pubblica Amministrazione in merito:
    Somministrazione a tempo determinato nelle Pubbliche Amminitrazioni.
    Determinazione dei costi del personale in somministrazione. 
    Registrata alla Corte dei Conti in data 30 agosto 2007, Registro n. 9, Foglio n. 252.
     
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    27 marzo 2007 Circolare n.5/07 sulla rilevazione dei dati riguardanti permessi, aspettative e distacchi sindacali

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    21 dicembre 2006 Circolare n.5/06 in materia di affidamenti di incarichi esterni e di co.co.co
     
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    2 maggio 2006 Circolare n.3/06 sulla gestione delle risorse umane


    Manifestazioni, scioperi, ci siamo anche noi

     

    Esposto in Procura - Al Policlinico precari in rivolta 20 luglio 2007.pdf

    La graduatoria non scorre, è protesta al policlinico 20 luglio 2007.pdf

    Policlinico la proroga della discordia 19 luglio 2007.pdf

    Precari Policlinico incontro oggi e domani 17 luglio 2007.pdf

    Cisl e Uil a tutela dei lavoratori esclusi dalla proroga 16 luglio 2007.pdf

    Precari del Policlinico sì alla proroga e sindacati divisi 15 luglio 2007.pdf

    Manifestazione di protesta dei precari ausiliari socio sanitari

    Mobilitazione generale dei precari del policlinico 3 dicembre 2007 

    Policlinico in equilibrio precario 2 gennaio 2008 

    Precari: "basta con le strumentalizzazioni" 9 gennaio 2008 

    Precari Policlinico: le parole d'ordine chiarezze e responsabilità 5 gennaio 2008 

    C'è chi chiede lo scorrimento delle graduatorie 4 febbraio 2008 

    Precari Policlinico, botta e risposta 26 gennaio 2008 

    Policlinico, la risposta della Cisl a Forgine 5 gennaio 2008 

    Policlinico, i precari tornano a protestare 6 dicembre 2007 

    Policlinico. i precari invisibili incontrano il rettore 26 novembre 2007 

    Policlinico, i precari (CGIL) invitano i colleghi ad unirsi e scrivono al direttore dell'Asl chiedendogli di bloccare le assunzioni 8 febbraio 2008 

    Il "COMITATO PRECARI INVISIBILI E DI SERIE B":"per la stabilizzazione ci vuole chiarezza" 30 gennaio 2008

    Il "COMITATO PRECARI INVISIBILI" scrive al Prefetto per procedere con lo scorrimento delle graduatorie in tutte le Aziende Sanitarie - 4 febbraio 2008  

    Precari Policlinico, Mira ha deciso per lo scorrimento della graduatoria - 28 dicembre 2007 

    SCRIVONO DI NOI

    GIORNALE DI SICILIA DEL 11/03/2008

    PRECARI DEL POLICLINICO CONTESTANO IL PdCI

    ("a.caf.") Il Comitato Precari Invisibili del Policlinico ha scritto una nota al segretario provinciale dei Comunisti Italiani, Antonio Bertuccelli, contestando al partito - a detta dei disoccupati - di non pubblicare sul sito del PdCI commenti sulla mancata stabillizzazione del personale al di fuori di quelli iscritti e simpatizzanti del movimento politico.

    Il “Comitato precari invisibili di serie B”, dopo le polemiche del mese scorso con il segretario dei Comunisti Italiani Antonio Bertuccelli in cui ccensurava i loro interventi sul sito del PdCI, hanno deciso di realizzare un proprio sito di riferimento, il cui indirizzo è: precariinvisibilimessina.myblog.it                                                                                                               NORMANNO.COM 18 MARZO 2008

    POESIA E ARMONIA

    Poeti, Poesia e Cultura Napoletana -   blog: poesianapoletana.poetionline.com 

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    OMAGGIO AD ANTONIO DE CURTIS IN ARTE TOTO' - POESIE, BIOGRAFIA, CINEMA ,CANZONI, TEATRO, ETC. CLICCCA QUI - www.antoniodecurtis.com

     

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